La scelta di ciascuno e il metodo di ricerca per tutti

Cari studenti, come sapete, amo il dialogo che si instaura tra il professore e gli allievi.
Amo i discorsi che costruiamo insieme, le parole approfondite, il lessico ragionato, l’ascolto reciproco, l’intesa intellettuale, la curiosità stimolata e il dubbio da coltivare. Insomma, prima di assegnarvi il libro da leggere per il prossimo mese, ho riflettuto. E ho indicato un campo libero, seppur con dei confini.

Cari studenti, come sapete, amo il dialogo che si instaura tra il professore e gli allievi.

Amo i discorsi che costruiamo insieme, le parole approfondite, il lessico ragionato, l’ascolto reciproco, l’intesa intellettuale, la curiosità stimolata e il dubbio da coltivare. Insomma, prima di assegnarvi il libro da leggere per il prossimo mese, ho riflettuto. E ho indicato un campo libero, seppur con dei confini. Ora ho deciso di scrivervi per darvi due fondamentali messaggi di comprensione sul lavoro didattico che stiamo svolgendo: da una parte, capire l’importanza della scelta che si compie o si vuole compiere; dall’altra parte, la ricerca che conduce a una scelta autonoma e ragionata. In altre parole, per chiarire ancora meglio, potremmo collegare questi due elementi (la scelta e la ricerca) alla responsabilità personale e alla consapevolezza di ciascuno della scelta compiuta. In questa logica s’instaura anche il metodo scientifico. Lo studio umanistico e il mondo scientifico sono uniti.

Amo quando ci esercitiamo a discutere nel rispetto degli altri e nel rispetto delle persone, anche nella diversità di ciascuno.

Infatti, ci ritroviamo spesso a discutere con passione, ma vi ripeto ancora: alzate la mano prima di parlare. Amo quello che ci diciamo: le frasi dette e, addirittura – certe volte – le frasi fatte. Oltre a quelle non dette. Ecco perché vi scrivo di nuovo ed ecco perché continuo a mettere nero su bianco alcune delle tante riflessioni che ci siamo scambiati in classe e che ancora ritornano, giorno per giorno, giorno dopo giorno. Tanto più che, non sapendo se sarò il vostro insegnante anche l’anno prossimo, allora – inconsciamente – cerco forse di lasciarvi qualcosa di scritto che possa rimanere nel tempo, anche dopo il tempo che passeremo insieme nella stessa aula scolastica. E’ probabile che l’anno prossimo non sia più al Liceo “Gelasio Caetani”, per questo motivo vi invito a cogliere oggi il meglio che io vi possa dare come insegnante. Anzi, tutto quanto sia possibile cogliere del mio metodo d’apprendimento. Approfittate ora di ogni istante per apprendere ciò che oggi cerco di trasmettervi: conoscenza, comprensione, consapevolezza.

Ogni volta, vi scrivo qualcosa di cui voi possiate far tesoro. Almeno spero. A tal proposito, l’indicazione che vi ho dato di ricercare il titolo del libro da leggere per il prossimo mese non è casuale. Anzi, è stata una decisione pensata. E’ la scelta stessa ad essere parte integrante del compito e dell’apprendimento, quindi della valutazione.

Tale esercizio di ricerca conduce, inevitabilmente, ad assumersi – poi – la responsabilità diretta della scelta compiuta. E’ un passaggio cruciale, nevralgico e senza il quale non si può compiere una scelta ragionata. Se si decide senza prima ricercare, approfondire, comprendere, capire, rendersi conto, allora si può solamente scegliere per istinto, in maniera inconsapevole, impulsiva. Ma la responsabilità resta.

Prima di scegliere il libro, perciò, vi ho messo tutti nelle condizioni di dover ricercare le notizie e le informazioni necessarie per individuare un testo che voi, oggi, riteniate di vostro gusto e che siete contenti di leggere in questo momento della vostra vita.  

Insomma, il compito che vi ho dato è il frutto di una riflessione che ho fatto in modo ragionato e pensato. Certo, tante volte mi capita d’improvvisare, non lo nego, ma l’improvvisazione è sempre figlia dell’esperienza, dello studio, della vita vissuta.

Si può improvvisare quando si hanno alle spalle tragitti percorsi e chilometri di cammino sulle gambe.

Eppure, stavolta, l’idea di farvi scegliere a piacere un testo di letteratura italiana del Novecento è stata un’idea che vi offre molta libertà, ma la libertà non è mai scissa dalla responsabilità. Quindi, l’assumervi la responsabilità della scelta compiuta è stata – per il sottoscritto – un’idea pensata e ragionata a lungo. Infatti, per poter scegliere il libro da leggere, pur rispettando alcuni criteri e paletti indicati dal docente (proprio per non mandarvi allo sbaraglio), ciascuno di voi spero abbia cominciato ad apprendere un metodo di ricerca e, di conseguenza, in virtù degli elementi acquisiti con la propria indagine personale, aver compiuto una scelta consapevole. Giusta o sbagliata che sia.

Sul Dizionario Treccani si legge:

Scelta. Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criterî oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione”.

Aggiungo soltanto un particolare interessante: i Greci, per indicare il termine scelta, usavano la parola “eresìa”.

Capito? Ne parliamo insieme.

Pier Paolo Segneri

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