Memoria e Ricordo

Che cos’è la Memoria?

Innanzitutto, cominciamo col dire che Memoria e Ricordo sono due parole tra loro assai diverse.

Ad esempio, possiamo conservare una foto-ricordo delle nostre vacanze, ma non è detto che tale fotografia conservi in noi, oggi o un domani, l’emozione di quando l’abbiamo scattata o il sentimento vissuto in quell’istante o l’amore provato in quel momento per la persona che era accanto a noi durante quel periodo estivo. Mi spiego meglio: possiamo lasciarci un amore alle spalle, un’emozione finita senza più sentire né suscitare in noi un sentimento vivo anche nel presente e per il futuro… Oppure possiamo avvertire sulla nostra pelle, dentro il nostro cuore e nella mente che un’emozione resiste al passaggio del Tempo e rimane sempre viva in quello che facciamo o, addirittura, ci accompagna oggi ancor più di ieri.

Memoria e ricordo, insomma, sono due vocaboli spesso alternativi tra loro. Anche se, a volte, utilizziamo queste due parole come fossero interscambiabili, ma non è proprio così.

Il RICORDO è qualcosa del passato che è rimasto fermo in un tempo ormai finito, ma che può esserci ancora molto utile per capire quello che è stato e che non sarà più. Si ricorda il passato magari perché lo abbiamo lasciato definitivamente indietro, con i suoi rimpianti e i suoi rancori, quindi senza suscitare più alcuna emozione, se non la nostalgia del passato e la malinconia per un tempo che fu e non tornerà.

La MEMORIA, invece, è ALTRO. E’ qualcosa che viene dal passato, ma vive tuttora, nel presente, con tutta la sua forza, nel nostro sentire e si proietta verso il futuro… La memoria è creativa, innovatrice, è in movimento… è quella che gli antichi Greci chiamavano Mnemosyne, la madre di tutte le arti.

Anche la Politica è un’arte.

Anche l’Amore è un’arte.

Figlia di Urano (il Cielo) e Gea (la Terra), Mnemosyne è anche una delle Titanidi, sorella dei Titani.
Perché la memoria ha un preciso significato, che va compreso bene se si vuole porre una differenza tra i due vocaboli. La memoria è qualcosa del passato che vive nel presente. Mnemosìne era la madre delle nove Muse ispiratrici dei poeti, dei musicisti e dei cantori. Infatti, la memoria è un respiro antico che si ripresenta nell’immediato e che riemerge a distanza di tempo per porsi di nuovo alla nostra attenzione. Ed è viva nel presente. Quando non c’è, si sente un profondo sentimento di assenza che pervade il nostro essere e la nostra persona.

La memoria, cioè, viene dall’antico, ma si manifesta nell’oggi. Sempre.

È un presente che viene da lontano e procede verso il futuro… Avanza, è attuale, fa discutere. In altre parole, travalica il tempo del suo manifestarsi e rivive. Ritorna. C’è.
La memoria non è ferma nel tempo e, perciò, sconfigge il tempo. Perché attraversa il nostro presente per proiettarsi nel futuro. Anche quando siamo in presenza della memoria può esserci o possiamo avere un sentimento di nostalgia, ma è sempre nostalgia del futuro. Il ricordo è ciò che ci resta quando svanisce la memoria. “A futura memoria“, affermava Leonardo Sciascia. E poi proseguiva con un po’ di speranza ed un po’ di sano scetticismo: “Se la memoria ha un futuro”.

Pier Paolo Segneri

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