Diario di Bordo – #7

Affrontare il drago che brucia le parole.

Caro Diario…

L’altro giorno, al solito Bar dei Corsari, eravamo in tanti per farci gli auguri di Natale e di Buone Feste. C’era Pier Luigi, c’erano Carlo e Marco, Enrico e Fabia, Camilla e il sottoscritto, Daniele e Lorenzo, Chiara e Antonella. Tutti a parlare di complessità. A causa di Pier Luigi, che ama tornare su questo discorso. Del resto, quando – nel 2013 – dentro “il cantiere” facevamo le nostre analisi sulla società della conoscenza e sulla società complessa, eravamo in pochi a utilizzare la parola complessità.

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Natale 2018: l’editoriale

La pluralità di voci è una ricchezza

Confermati i tagli all’editoria.

Splash! Bocche cucite. Zitti zitti, buoni buoni, arrivano i primi segnali di cambiamento: troppi galli a cantare. Basta. Mettiamo un po’ d’Ordine. Qui vogliono dire tutti la loro. Tutti che parlano. Non si sopportano più neppure i merli e l’upupa. Anche gli usignoli hanno un po’ stufato. E basta pure coi canarini, i canarini incardellati (sono contro natura) e ogni altro sibilo acuto o qualsivoglia altro flebile canto. Basta. Si cambia. La manovra del governo va nella direzione che piace tanto a coloro che sono infastiditi dalla pluralità di voci esistente nel nostro Paese. Ma non sto scrivendo un articolo contro, anzi: ho preso carta e penna per scrivere un articolo positivo e propositivo. Un articolo “per”. Per riconoscere il merito di quelle realtà giornalistiche che rafforzano la pluralità delle voci.

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Diario di Bordo – #6

Caro Diario…

lungo il corridoio di una perduta coscienza sembrano esserci soltanto grate, sbarre, chiavistelli. Sono le prigioni di dentro: le prigioni dell’inadeguatezza, della cecità, dell’impostura. Sono le prigioni di un Potere senza più legalità, nemmeno rispetto alle proprie regole, alle proprie leggi, alle proprie norme. In queste condizioni, cosa si può fare?

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Carisma e Fascino

In tempo di elezioni, in tutta Italia, sia sul web che lungo i marciapiedi i vari candidati si contendono ogni minimo spazio di visibilità. Cercano di apparire, di mostrare la loro faccia, di farsi riconoscere. Tra loro ci sono anch’io e la vanità attraversa, non lo nego, questo mio Blog Corsaro, inutile fingersi per quello che non si è. Sono un egocentrico, ma non un egoista. Anzi, sono un generoso, un altruista, un innamorato delle teste pensanti e delle persone sensibili. Infatti, questa vanità politica si esprime anche attraverso i social-network e il sottoscritto non fa eccezione. Eppure, continuo ad abbracciare e ad incontrare le persone per strada, sull’autobus, al bar perché l’incontro diretto, fisico, de visu, continua ad essere il mio privilegiato e preferito.

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Diario di bordo – #5

Leggi la prima parte del Diario di Bordo: Appello ai dispersi, ai lungimiranti, ai liberi.

Caro Diario,

i lettori mi perdoneranno, a questo punto, un altro pizzico di autobiografia. Anche se, giustamente, potrebbe essere percepita come una modalità autoreferenziale di porsi e di proporsi, ma vi assicuro che non lo è. Anzi. Mi appello, dunque, alla benevolenza di chi legge. Personalmente, infatti, nel mio piccolo, sono venticinque anni, cioè dal referendum del 1993, che scrivo e affermo – dove posso e come so fare – come molti eminenti pensatori prima di me avevano già detto e scritto in tempi non sospetti, che destra e sinistra, centro e centrismo sono ormai categorie storiche non più utili a leggere il presente e il futuro. Finalmente, negli ultimi tempi, i vecchi concetti di centro, destra e sinistra appaiono abbastanza superati, almeno nella loro logica di posizione e nel loro significato storico. Un significato divenuto utile, appunto, per leggere e studiare l’Ottocento e il Novecento, ma non per comprendere il Terzo millennio.

A tal proposito, coloro che mi conoscono potranno confermarlo, il sottoscritto ha cercato di preannunciare, di spiegare e di praticare il superamento delle vecchie posizioni ottocentesche già dall’inizio degli anni novanta del secolo scorso.

Quella che, invece, va rinnovata, ma non può essere liquidata, è la cultura politica.

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Appello ai dispersi, ai lungimiranti, ai liberi

La Generazione di Corsari è chiamata a rilanciare la politica con idee antiche e nuove che sostengano un’alternativa culturale concreta rispetto agli attuali assetti partitici e antipolitici.

Anzi, di più: i Corsari sono un’alterità viva e vitale che soffia dalla letteratura, dall’arte, dalla bellezza, dalla poesia, dal cinema, dal teatro, ma il suo connotato è politico, fortemente politico. Perché la libertà non può passare di moda; perché l’uguaglianza e l’equità, la giustizia sociale e la giustizia giusta non devono essere sacrificate in nome di false promesse, di false sicurezze, di false certezze; perché la fraternità non è un peso del passato, ma una forza per il futuro.

Non credete a chi dice che la Libertà è una parola vecchia, ormai abusata, perché vuole soltanto toglierla di mezzo per oscurare qualunque orizzonte umano di Libertà. Abbiate dubbi su chi distorce e umilia il principio di uguaglianza e la giustizia sociale, i diritti umani e civili dicendo che sono concetti logori perché questi signori, che parlano in tal modo, stanno solo alimentando le ingiustizie nel mondo e non vogliono ostacoli all’affermarsi di un mondo di ingiustizie. Le disuguaglianze non ci piacciono e le ingiustizie ci dividono polverizzando il tessuto sociale, mettendoci gli uni contro gli altri.

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La rivoluzione liberale e libertaria

I Corsari sono i pionieri del pensiero e del coraggio liberale, cioè siamo i filosofi e gli uomini d’azione della libertà. Per il resto? Ingiustizie, oppressione, privilegi, illegalità, disinformazione, sudditanze, falsità, inganni, omissioni, disonestà, violenze, sotterfugi, raggiri, spartizioni sottobanco. Viviamo nel Paese delle ingiustizie, dei sovranismi istintivi, dei populismi demagogici. L’Italia è oggi dominata da una “democrazia reale”. Quindi, viviamo in una democrazia virtuale, della realtà virtuale. Anche se non si deve dire, siamo dentro un Regime.

Come accadde già alle idee socialiste rispetto al “socialismo reale”, la democrazia reale è semplicemente una forma di democrazia che possiamo definire non-democratica, cioè priva di quei caratteri minimi che servono a una democrazia per dirsi tale. Senza dubbio si tratta di una forma di democrazia che possiamo definire anti-liberale, illiberale o non-liberale. Oggi, tutti i partiti si definiscono democratici: dalla Destra di Giorgia Meloni passando per la Lega di Matteo Salvini fino ad arrivare al movimentismo democratico dei Cinque Stelle, al democratico Matteo Renzi, ai democratici del Pd, alla democrazia leaderistica di Forza Italia. Ed è vero, sono democratici, ma della democrazia reale e non di una democrazia liberale.

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