Appello ai dispersi, ai lungimiranti, ai liberi

La Generazione di Corsari è chiamata a rilanciare la politica con idee antiche e nuove che sostengano un’alternativa culturale concreta rispetto agli attuali assetti partitici e antipolitici.

Anzi, di più: i Corsari sono un’alterità viva e vitale che soffia dalla letteratura, dall’arte, dalla bellezza, dalla poesia, dal cinema, dal teatro, ma il suo connotato è politico, fortemente politico. Perché la libertà non può passare di moda; perché l’uguaglianza e l’equità, la giustizia sociale e la giustizia giusta non devono essere sacrificate in nome di false promesse, di false sicurezze, di false certezze; perché la fraternità non è un peso del passato, ma una forza per il futuro.

Non credete a chi dice che la Libertà è una parola vecchia, ormai abusata, perché vuole soltanto toglierla di mezzo per oscurare qualunque orizzonte umano di Libertà. Abbiate dubbi su chi distorce e umilia il principio di uguaglianza e la giustizia sociale, i diritti umani e civili dicendo che sono concetti logori perché questi signori, che parlano in tal modo, stanno solo alimentando le ingiustizie nel mondo e non vogliono ostacoli all’affermarsi di un mondo di ingiustizie. Le disuguaglianze non ci piacciono e le ingiustizie ci dividono polverizzando il tessuto sociale, mettendoci gli uni contro gli altri.

Si tratta, quindi, insieme a tutti i Corsari che decideranno di salire sul Veliero, di far fiorire un altro campo: quello dell’umiltà, della preparazione, della conoscenza, dell’ascolto reciproco, della bellezza, della politica al servizio della collettività. In altre parole: della politica come l’arte del vivere… meglio!

I Corsari partono ponendo delle domande e non vendendo risposte a buon mercato. Anzitutto, vi chiedo: esiste oggi lo spazio politico per coltivare una proposta nuova e innovativa che abbia come fine e come collante la “forza storica” della Libertà?

L’unica premessa da cui abbiamo deciso di avviarci è di partire dalla qualità del dibattito prima che dalla quantità dei consensi, anche andando controcorrente. Coraggio ne abbiamo.

Le altre domande che ci poniamo sono, ad esempio, le seguenti: possiamo aggregare le varie forze politiche (movimenti, associazioni, personalità) per un grande soggetto innovatore e liberale, inteso in tutte le sue declinazioni? Come? Quale forma organizzativa possiamo darci? C’è un problema di democrazia in Italia?

Oppure, ci chiediamo spesso: c’è, oggi, nel nostro Paese, la necessità di selezionare e formare una buona classe dirigente consapevole e preparata? Possono essere utili e in che modo i meccanismi democratici offerti dalle primarie dai congressi e dalla circolazione di quelle idee che non sono omologate con quelle dominanti e dominate dai populismi, dai nazionalismi e dai sovranismi? Come possiamo contribuire fattivamente, da cittadini e da Corsari, per indirizzare il cambiamento non verso la decrescita cosiddetta “felice” o verso la paralisi del Paese, ma verso la convivenza civile, verso lo sviluppo, il potenziamento e il rilancio delle attività produttive, della giustizia giusta, del federalismo europeo sognato dai nostri padri fondatori? Penso ad Alcide De Gasperi, a Luigi Einaudi, ad Altiero Spinelli, a Ernesto Rossi, a Gaetano Martino, ad Adenauer, a Schumann e ai fondatori della nostra Patria europea.

Possiamo costruire un’aggregazione politica che non abbia la pretesa immediata di un consenso facile e demagogico, ma che sia una forza che s’identifichi nei nostri principi liberali e nei metodi democratici finalmente riattivati e rinnovati?

In altre parole, i Corsari sono pronti per aprire un dialogo. La domanda è: secondo voi, serve in Italia e in Europa una forza che possa svolgere una funzione di riequilibrio rispetto all’attuale deriva populista e nazionalista dettata dall’assenza di cultura politica, di scarsa cultura di governo e con una spaventosa mancanza di senso dello Stato o delle Istituzioni?

Insomma, in mezzo a tanti distruttori e a tante ruspe, in mezzo ai rottamatori e ai liquidatori, esiste uno spazio politico per i costruttori? Esiste uno spazio per i produttori di idee e per i Corsari della politica? Esiste uno spazio per alcune proposte di buon senso? Che cosa significa, oggi, difendere la Libertà?

Oggi, la situazione è riassumibile in modo chiaro e netto, seppur nella complessità: ci sono i Corsari della Politica e i Pirati del Potere. Guai a confondere i Corsari con i Pirati, sono due cose diverse, oserei dire opposte: i Corsari sono i Pionieri del “nuovo possibile”, sono i Bucanieri della Libertà e della responsabilità mentre i Pirati sono i distruttori, i famelici, i furbastri, gli affaristi, i partitocrati, i bulli, i superbi, gli arroganti andati al Potere.

E’ vero, gli ideologismi rappresentano, ormai, vecchie strutture mentali ormai defunte. Ed è un bene. Ma… (pausa).

…continua sul Diario di Bordo #5.

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