Diario di bordo – #5

Leggi la prima parte del Diario di Bordo: Appello ai dispersi, ai lungimiranti, ai liberi.

Caro Diario,

i lettori mi perdoneranno, a questo punto, un altro pizzico di autobiografia. Anche se, giustamente, potrebbe essere percepita come una modalità autoreferenziale di porsi e di proporsi, ma vi assicuro che non lo è. Anzi. Mi appello, dunque, alla benevolenza di chi legge. Personalmente, infatti, nel mio piccolo, sono venticinque anni, cioè dal referendum del 1993, che scrivo e affermo – dove posso e come so fare – come molti eminenti pensatori prima di me avevano già detto e scritto in tempi non sospetti, che destra e sinistra, centro e centrismo sono ormai categorie storiche non più utili a leggere il presente e il futuro. Finalmente, negli ultimi tempi, i vecchi concetti di centro, destra e sinistra appaiono abbastanza superati, almeno nella loro logica di posizione e nel loro significato storico. Un significato divenuto utile, appunto, per leggere e studiare l’Ottocento e il Novecento, ma non per comprendere il Terzo millennio.

A tal proposito, coloro che mi conoscono potranno confermarlo, il sottoscritto ha cercato di preannunciare, di spiegare e di praticare il superamento delle vecchie posizioni ottocentesche già dall’inizio degli anni novanta del secolo scorso.

Quella che, invece, va rinnovata, ma non può essere liquidata, è la cultura politica.

Di più: le culture politiche, che non sono un retaggio del passato, ma fonte di ideali e, perciò, ispirazioni politiche che vanno attualizzate, innovate, ripensate rispetto al cambiamento dei tempi, della società e dei costumi. Anche rispetto alla mutazione tecnologica che abbiamo avuto. Guardiamo avanti. E scopriremo che il pensiero liberale e il socialismo riformatore, la laicità dello Stato e il cattolicesimo liberale, l’azione libertaria e la cultura repubblicana, il metodo democratico e la pluralità di voci sono tutte medesime espressioni dei tre principi fondanti del mondo contemporaneo: libertà, uguaglianza e fraternità. Torniamo agli ideali.

Molti Corsari mi chiedono di trasformare tale vento letterario e artistico, culturale e politico in un vero e proprio soggetto organizzato. Ammetto che, finora, ho resistito alla tentazione e alle sirene che spingevano in quella direzione, però credo che gli ideali vadano realizzati, difesi, promossi, sognati e resi vivi col nostro agire. Altrimenti, muoiono.

Scrivo questo articolo, allora, per rivolgermi ai cittadini in carne ed ossa, alle persone, ai ragazzi di tutte le età, al di là della provenienza e al di là delle loro posizioni centriste, destrorse o sinistrate. Vorrei rivolgermi alle persone e basta. Scrivo perciò ai singoli cuori liberi e ai gruppi organizzati dell’area politica liberaldemocratica, radicale, popolare, riformatrice, ambientalista, laica, cattolico-liberale, libertaria e socialista. Al fine di scuotere gli animi e spingere ciascuno a mobilitarsi subito prendendo l’iniziativa e dando finalmente un segno di vitalità, di coraggio, di forza.

I Corsari propongono, a partire da qui, un dialogo franco e leale per costruire uno spazio politico aperto, inclusivo e innovatore.

Certo, per iniziare un cammino serve una coscienza politica consapevole e libera, ma per essere coscienza critica, ci vuole capacità di analisi critica. Partiamo, dunque, dall’analisi politica della situazione attuale e di quella che si prospetta per il domani.

Lo sappiamo, le discussioni e i dibattiti, nei partiti personalistici, sono visti (soprattutto dai cortigiani dei leaders) come fattori di disgregazione. Eppure, tutti noi siamo consapevoli che il contraddittorio e il dialogo sono il sale di una democrazia fondata sulla libertà. Ecco perché riteniamo maturo il tempo per creare una squadra forte, convincente e con grande senso di responsabilità. Per non ritornare alla vecchia tentazione dell’uomo solo al comando.

Possiamo, invece, essere una formazione dove ognuno sia leader nel proprio ruolo. Con lo spirito di gruppo a saldare le diversità. Ci vuole una mentalitàvdi squadra e uno spirito collegiale che rafforzi e valorizzi ogni singolo individuo. Riteniamo che sia giunto il momento di restituire all’azione politica una cultura politica antica e nuova, una cultura politica alta: della responsabilità e della libertà. INSIEME.

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