Il Potere si crede onnipotente

CINEMA E POTERE

In attesa della serata degli Oscar, sono stati intanto assegnati i Golden Globe, cioè i premi cinematografici e televisivi che vengono votati ad Hollywood da una giuria di giornalisti appartenenti alla stampa estera, ma rigorosamente accreditati a Los Angeles, proprio nel tempio della filmografia americana.

In genere, tra l’altro, questi premi sono seguiti dal mondo intero perché considerati assai prestigiosi e perché offrono una preziosa indicazione che può addirittura anticipare gli esiti degli Oscar.

Insomma, i Golden Globe sono uno dei più importanti eventi del mondo dello spettacolo audiovisivo, a livello globale.

Tra i vincitori di questa edizione, spicca il nome di Christian Bale, che ha ottenuto il Globo d’oro per la magistrale interpretazione del politico Dick Cheney nel film “Vice. L’uomo nell’ombra” di Adam McKey.

Una parte tutt’altro che facile perché misurata, a tratti grottesca, intensa, cinica e inafferrabile, che – addirittura – ha portato l’attore ad ingrassare non poco per assomigliare al meglio, anche sul piano fisico, oltre che psicologico, a colui che è stato, tra l’altre cose, nella sua lunga carriera politica, il Vice Presidente degli Stati Uniti d’America durante l’Amministrazione di Bush jr.

IL CINISMO DEL POTERE

La pellicola ha diversi piani di lettura perché da una parte cerca di scandagliare, nel miglior modo possibile, il profilo esistenziale, privato e politico di un uomo di cui poco si sa e che è sempre stato un personaggio schivo, riservato, scarsamente incline ai riflettori e ai comizi, ma che ha sempre operato dietro le quinte, nell’ombra; dall’altra parte, invece, la storia di “Vice” cerca di mostrare i meccanismi e la logica del Potere inteso con la P maiuscola, cioè quel modo di vedere la politica come una scalata all’ebrezza del comando e la responsabilità politica come un’occasione ghiotta per esercitare un dominio e che, perciò, tende ad accentrare su di sé tutti i poteri. Infatti, nella pellicola del regista Adam McKey, il Potere è descritto nel momento in cui acquista un senso autoritario, arbitrario e perde, perciò, il suo forte connotato liberale e democratico perché si muove spinto dal piacere del comando, dalla cupidigia, dal freddo calcolo dettato dalla sete di supremazia. Senza pensare alle conseguenze.

Non a caso, nel film “Vice” si mostra come, in tale logica spietata e cinica, il Potere diventa assoluto e assolutista, cioè non accetta e quindi respinge interferenze dettate dal senso dello Stato perché il Potere così inteso agisce seguendo la Ragion di Stato o di Partito, che sono sempre, secondo questa logica malsana, espressioni di interessi superiori. Tanto che la legge stessa può essere interpretata in modo fuorviante da chi detiene il Potere e renderla strumento per legittimare le proprie nefandezze. Al resto, ci pensa il marketing.

IL LATO OSCURO

Vi è, però, insieme ad altri temi che non sto qui ad elencare, un ulteriore elemento che emerge all’interno della storia raccontata in “Vice” e che è stato l’elemento che mi ha fatto davvero pensare. Mi riferisco a quella ricerca di un Ordine Mondiale che viene narrato nella pellicola lungo il corso degli anni: dal 1963 fino al conflitto in Iraq, cioè dalla cosiddetta “guerra fredda” fino alla caduta di Saddam Hussein. E qui, su questo punto, vorrei estendere la mia riflessione anche ai lettori del quotidiano L’inchiesta. Perché lo considero il punto cruciale di quanto sta accadendo negli ultimi anni a livello globale: il ruolo della Cina, il protagonismo della Russia, le testate nucleari in Iran, l’incapacità dell’Europa di farsi soggetto politico e il ritorno dei sovranismi, l’India, il Sud America, la Chiesa cattolica, l’Islam. Verso dove stiamo andando?

Dopo il secondo conflitto bellico, il mondo si è tenuto pressoché in equilibrio grazie a un sistema geopolitico bipolare, cioè basato sulle due grandi potenze mondiali vincitrici della guerra, USA e URSS; successivamente, dopo la caduta del Muro di Berlino, il sistema è divenuto unipolare e gli Stati Uniti hanno svolto il ruolo di guardiano del mondo. Ora, da dieci anni a questa parte, il ruolo dominante ed egemone dell’America è entrato in crisi, sia per motivi economici e sia, forse, proprio a causa dei gravissimi errori commessi dalle varie amministrazioni statunitensi negli ultimi 25 anni a cominciare dall’inutile guerra in Iraq, proprio quando Saddam Hussein era a un passo dall’accettare l’esilio, e anche – purtroppo – per l’atroce scandalo esploso con le torture di Guantanamo. Tutte vicende narrate anche nel film. Le domande che dovremmo porci, quindi, sono queste: quale Ordine mondiale ci aspetta? Quali equilibri geopolitici si troveranno? Quanto conteranno gli Stati e quanto la tecnologia informatica con le società che la dominano?

QUALE ORDINE MONDIALE?

Una cosa bisogna dircela: un ordine mondiale davvero globale non è mai esistito nella Storia. Abbiamo avuto l’impero di Alessandro Magno e dell’antica Grecia, abbiamo avuto il Sacro Romano Impero, ci sono stati Carlo Magno e Napoleone Bonaparte, ma un vero e proprio assetto di relazioni internazionali, riconosciuto e accettato da tutti gli Stati del mondo, non è mai esistito. Nascerà, forse, in un futuro non tanto lontano? Forse, non si sa, ma è questo il punto nevralgico da cui scaturiscono le tante scosse telluriche di assestamento che stanno facendo crollare il vecchio mondo, così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi trent’anni, e quelle stesse scosse stanno aprendo le porte a trasformazioni ancora in atto e non ancora prevedibili. Come andrà a finire? Quante guerre ancora si dovranno combattere prima di trovare l’armonia?

Lo ripeto: dopo aver visto il film “Vice”, interpretato dal bravissimo Christian Bale, ho capito che la ricerca di un nuovo ordine mondiale è, oggi, il fulcro di quanto sta accadendo sul piano politico internazionale nell’attuale sistema globale in trasformazione. Crisi compresa.

DOMANDE PIÙ CHE RISPOSTE

Ritornano le domande: quale egemonia eserciterà la Cina in questo nuovo ordine mondiale? E dove vuole arrivare la Russia? Che cosa farà l’America? Si arriverà all’Europa federale o si continuerà nella logica dei vecchi sovranismi nazionali?

Dopo il sistema bipolare tra USA e URSS, dopo l’egemonia unipolare degli Stati Uniti, siamo entrati in una fase di passaggio che cambia lo scenario geopolitico globale. Da qui passa il nostro futuro e il futuro della nostra Patria Terra. Ripeto: la Patria Terra.

Pier Paolo Segneri

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