Le nuove tecnologie

Anche se non ci pensiamo, quando scriviamo una poesia o un libro o quando dipingiamo un quadro o componiamo una musica, in realtà, stiamo cercando di sconfiggere il tempo.

Scrivere, scolpire, comporre una canzone, dipingere, realizzare un film significa tentare di lasciare un segno di sé. Ecco il punto.

QUANTO SIAMO UMANI…?

Nell’Editoriale di oggi vorrei introdurre il tema delle nuove tecnologie e del rapporto con l’essere umano. Infatti, visto l’interesse per l’argomento, che ho riscontrato nei ragazzi e negli studenti, credo sia necessario approfondire in parte la questione.

Affidarsi all’intelligenza artificiale, in qualche modo, per l’uomo, ha lo stesso scopo dell’arte: tentare di sconfiggere la finitezza della vita e forzare i limiti della natura umana per raggiungere un confine non ancora raggiunto. E così, il computer, l’I-pad, l’I-phone, la lavagna interattiva multimediale, il telefonino sono diventati estensioni del nostro corpo. Se si scarica la batteria o se il cellulare non riceve il segnale perché non c’è linea, subito proviamo uno stato quasi di angoscia, comunque di limitazione. Come se fossero parti del nostro corpo, senza i quali ci sentiamo quasi persi. Perché?

PARTIRE DALLE DOMANDE

Già… Perché? Qualcuno dirà: perché è una forma di dipendenza nei confronti di questi oggetti. Giusto. Ma non c’è soltanto il bisogno fisico e materiale. Perché tutti gli strumenti tecnologici ci danno, allo stesso tempo, sia un senso di paura da superare sia un modo per stare meglio, per avere delle comodità, per sentirci agevolati, attivi, interattivi, connessi, interconnessi, collegati con gli altri. Dal punto di vista psicologico, quindi, il mondo virtuale ci seduce perché ci dona l’illusione di sentirci meno soli e più vivi.

LA POESIA COME NECESSITA’

Insomma, l’uso ormai dilagante della tecnologia ci appaga del bisogno di accrescere la nostra dimensione prettamente umana, quasi fosse la risposta a un bisogno fisico o la cura a un limite umano. In altre parole, le nuove tecnologie ci donano anche la percezione che, un giorno, potremmo superare il nostro destino di mortali.

Questo aspetto porta con sé sia dei vantaggi che dei pericoli, sia un lato positivo che un lato oscuro. E’ inevitabile, ma discutere dell’argomento, informarsi, leggere, dialogare, cercare di capire meglio ci aiuta a essere più consapevoli e autonomi.

Se posso dare un suggerimento: ripartiamo dalla Poesia e dalle sue o nostre emozioni.

LA BELLEZZA E’ ARTE

A tal proposito, i Corsari ripetono spesso che, in quanto umani, siamo fragili, siamo precari nella vita (oltre che nel lavoro) perché sentiamo e comprendiamo che è la nostra stessa esistenza a essere precaria.

Siamo fatti di carne e ossa. Siamo esseri umani e, malgrado tutto, siamo imperfetti. Per fortuna! A mio parere, infatti, la Bellezza è arte. E l’arte, in tutte le sue forme, nasce dalla memoria, cioè dalla nostra speranza o illusione di lasciare qualcosa di noi nel tempo che verrà dopo di noi, dopo la nostra dipartita. Viva la Bellezza.

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