Diario di Bordo – #13

Lega e Cinque Stelle

Caro Diario

Nei giorni scorsi, mi sono ritrovato in una sorta di sfida giocata “uno contro tutti”. Mi sono ritrovato a duellare con alcuni Pirati, i soliti difensori del Potere oggi dominante, e anche con qualche Corsaro appassionato dalla discussione. È accaduto nel mare di internet, tra i naviganti del web. È stato fantastico!

Tutto è nato quando ho detto:

“A Lega e Cinque Stelle converrebbe rompere il contratto di governo prima delle consultazioni europee, un po’ prima, per poter agire liberamente nella fase conclusiva della campagna elettorale e non restare imbrigliati negli obblighi di un rapporto politico che tarpa le ali a entrambe le componenti e che, in tal modo, impedisce loro di spiccare il volo, ma costringe queste forze (o queste due debolezze) a restare incatenate a terra, logorandosi nel governo. Meglio un’exit strategy dal governo piuttosto che morirci sotto con un voto europeo che non potrà soddisfare tutti e due i contendenti”.

Apriti cielo! Ho stimolato lo spirito dei più dormienti o assopiti. Infatti, subito è intervenuta Venusia: “Alcor… è un tuo sogno? I matrimoni d’interessi… durano il più a lungo possibile… perché, poi, pagare gli “alimenti” costerebbe salato!”.

Allora, ho immediatamente replicato: “Ormai, l’interesse di entrambi è dividersi”.

Margot: “Alcor, al momento non conviene, a nessuno dei due”.

Quindi, ho affondato la spada: “Sentirai che botto farà il M5S se continuerà con questo governo fino al voto europeo. Devono separarsi prima del voto se vogliono salvarsi”.

Yanez: “Secondo me, i pentastellati stanno sbagliando a cercare di occupare gli spazi del PD sposandone le impostazioni e le posizioni politiche che hanno portato il centrosinistra alla disastrosa cacciata dal governo. Se continuano, faranno la stessa fine. Purtroppo, stanno sostituendo, come punto di riferimento, la volontà popolare con quella dell’etablishment…”.

Alcor: “Yanez, quello che tu dici è già accaduto il giorno dopo le elezioni politiche, il 5 Marzo 2018. Sono d’accordo con te. Ma il pericolo che tu paventi si è realizzato con il voto per le consultazioni elettorali del 4 Marzo 2018. Quella è la data di nascita dell’attuale Vecchio Regime”.

Actarus: “Analisi e previsione sballate, Alcor. Più che altro sembrano tuoi desideri. Buona Pasqua”.

Artiglio: “Prima del voto per le Europee, Salvini ha solo i sondaggi, dopo avrà la conferma, sia sui 5s sia sul Berlusca che sull’Europa. Buona Pasqua anche da me”.

Alcor: “Grazie per gli auguri. Certo, concordo, ma proprio per questo motivo ai Cinque Stelle conviene una immediata exit strategy. Immediata. Sono allo sfascio, ormai. Devono fare in modo che il governo cada prima del voto europeo. Conviene a tutti. Buona Pasqua anche a voi”.

Venusia: “Conviene, in che senso? Passeranno immediatamente dal 30 al 20 percento perdendo 10 punti e poi…?”.

Alcor: “Se i pentastellati non si staccano da questo governo, alle consultazioni europee, prenderanno meno voti del Pd. Sarebbe una catastrofe che, invece, potrebbero evitare dividendosi subito dalla Lega. Ci vuole il pensiero laterale”.

Sandokan: (alzando il tono della voce perché appassionato dal discorso e non per rabbia né per irrequitezza) “Questi del MoVimento 5 Stelle HANNO PERSO VOTI sua a sinistra CHE a destra, SE VANNO A sinistra PERDERANO ULTERIORI VOTI. LA MAREA SALE a destra. IN OGNI CRISI LA MAREA SALE a destra e L’UNICA DIGA è LA CULTURA E ANCORA NESSUNO LO INTENDE, tranne i Corsari, tranne noi Corsari. FARANNO LA FLAT TAX, Ci sarà UN BUCO NERO NELLE CASSE DELLO STATO E DARANNO LA COLPA AL REDDITO DI CITTADINANZA. CORSARI prepariamoci alla TEMPESTA”.

E io, subito: “Concordo pienamente. La questione è semplice, ma non è facile. Per il M5S l’alternativa è quella di porre fine a questo governo o porre fine al Movimento. Perché se i pentastellati arriveranno al voto per le europee con il governo ancora in piedi, allora per i Cinque Stelle è l’inizio della fine”.

Caro Diario…

Vedo Matteo Salvini ospite della trasmissione “Porta a Porta”. Ascolto bene le sue parole e i sottotesti politici. La crisi di credibilità dell’attuale governo è ormai sotto gli occhi di tutti. Lo si capisce bene dalle frasi dette o non dette nello studio televisivo di Bruno Vespa.

Spero di tutto cuore che questo governo giallo-verde vada a casa al più presto, prima del voto europeo, prima, prima, prima che sia troppo tardi. L’alternativa c’è ed è corsara. Viva Radio Radicale.

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