Diario di Bordo – #17

LETTERA DALL’OCEANO

Carissimi Corsari,

la parola si moltiplica se incontra un’altra parola e, insieme, unendosi, formano un pensiero d’amore.

Ecco, voi studenti siete per me un pensiero d’amore, siete parola, siete testa e cuore.

Parlatevi, allora, parliamoci, diamo la nostra parola all’altro e ascoltiamo le cose che abbiamo da dirci oppure da scrivere, da trasformare in pensiero.

Cari ragazzi,

più sarà ricco il vostro vocabolario personale e più saranno ricchi i vostri pensieri. Più parole conoscerete e più liberi sarete d’amare, di vivere, di ascoltare.

E se vi sforzerete di comprendere le parole, allora comprenderete anche le persone, capirete fino in fondo il senso delle cose che vi circondano.

Cara Classe,

ti scrivo alla fine di quest’anno scolastico così come ti ho scritto anche all’inizio, per dare forza alla parola, per sollecitare un dialogo.

In aula, l’altro giorno, forse ricorderai, abbiamo detto che gli studenti di oggi, in generale, sono come gli studenti di ieri. Eravamo così anche noi adulti. Soltanto un po’ diversi. Ma non tanto. È la tecnologia che vi ha reso un po’ diversi da come eravamo noi alla vostra età. Non tanto diversi, ma un po’ sì.

Per esempio, in buona parte, ho notato che voi ragazzi mal sopportate di essere giudicati dagli altri, temete di essere giudicati male, siete molto infastiditi dai giudizi e dagli errori e avete paura di essere giudicati per quello che voi siete e per quello che fate perché, in fondo, vivete una sorta di solitudine interiore, mista a paura, e non siete contenti di voi stessi. Credete, forse, di valere poco o di essere brutti o di deludere le persone che vi amano. Invece, valete molto e più vi aprirete alla parola e maggiore sarà la vostra capacità di capire, comprendere, intuire. La parola è il discorso che saprete costruire e questo discorso è il cammino con cui costruirete la vostra vita.

Cari studenti,

la sfida di oggi è tra chi difende l’identità per oscurare e cancellare la memoria e chi, invece, coltiva la memoria per cambiare e innovare l’identità. Ecco perché vi invito a coltivare la parola, a studiare la Storia, a leggere tutto ciò che vi appassiona. Senza dimenticare la poesia.

Cari allievi,

certe volte, mi apparite sfiduciati, ma senza darlo a vedere troppo, lo nascondete. Eppure, si sentono i vostri pensieri avviliti, forse perché pensate di valere poco, credete di essere inadeguati o, addirittura, si percepisce l’assenza di parole a cui fare riferimento, malgrado il vostro talento. Se l’autostima è bassa è perché dovete arricchire il vostro bagaglio di parole. Si capisce che vi mancano le parole soprattutto quando cercate di mostrarvi spavaldi, fieri, fanatici, vanitosi, forti.

Caro navigante,

la parola ti renderà più forte, più umile, più coraggioso, più libero, più innamorato della vita, più desideroso di cultura, più attento all’ascolto, più curioso, più consapevole, con più amore per la scuola, per la conoscenza, per gli altri e per te stesso.

Pier Paolo Segneri

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