I CORSARI COSTRUISCONO I LIB-DEM IN ITALIA

LA LIBERTÀ DELL’ALTRO

Alla fine degli anni venti, Gaetano Salvemini ebbe il coraggio di scrivere: «Rivendicare la propria libertà è facile. Rispettare la libertà altrui, questo è difficile. Eppure questa è la libertà». Ma la libertà si fonda innanzitutto sulla responsabilità, sul sapere, sulla conoscenza, sull’informazione, sul dialogo, sul dubbio e sulla curiosità.

Ho voluto riportare qui la frase di Salvemini perché si inserisce bene nella discussione di questi anni e sulla possibile via di uscita, da me lanciata nel 2011, ma sempre valida, attraverso una «costituente liberaldemocratica».

Credo che il dibattito sulle idee liberali, socialiste e democratiche si possa e si debba aprire oltre il Galeone dei Corsari. Infatti, a seguito della mia proposta lib-dem, la discussione si sta finalmente facendo interessante.

GLI IDEOLOGISMI UCCIDONO GLI IDEALI

Si tratta di stimolare interventi che aprano al ragionamento e al contraddittorio così da dimostrare quanto il “metodo liberale” e la prassi democratica siano in grado di travalicare gli ideologismi per promuovere la forza delle idee rispetto all’astrattezza del pragmatismo divenuto sistema di Potere e, quindi, rimasto astratto. L’attuale maggioranza al governo ha delle gravi responsabilità. Ma anche il Pd e Forza Italia sono, da almeno 10 anni, chiusi in un recinto delimitato dalla logica del potere pragmatista piuttosto che dalla capacità di essere forza di governo.

LA PROSPETTIVA LIB-DEM

La prospettiva lib-dem, in un’ottica proporzionale e nel sistema proporzionale in cui purtroppo viviamo, è un’idea viva, concreta, non preconfezionata né cristallizzata. Anzi, la discussione intorno a questo tema dimostra che il pensiero liberale è sempre in movimento, si aggiorna e si amplia lungo il percorso di un cambiamento politico e istituzionale di cui il “metodo liberale” è portatore e di cui abbiamo estremo bisogno. Il pensiero liberale è una filosofia, non una ideologia. Anzi, è un pensiero anti-ideologico.

LIBERALI

A tal proposito, invito a rileggere un articolo di Arnaldo Sciarelli di circa dieci anni fa e intitolato “Il liberalismo e il socialismo non moriranno mai“.

Qui, perciò, sul Blog dei Corsari, mi preme ricordare il termine “liberale” nel significato anglosassone, cioè nel suo connotato “riformatore“, contrapposto ai reazionari e ai conservatori di destra, di centro e di sinistra.

Gaetano Salvemini, non a caso, da liberale e socialista, al termine della seconda guerra mondiale, scrisse una frase che vale anche oggi: «Vi sono senza dubbio in Italia dei liberali secondo il significato della parola nella lingua inglese. Mi pare di vederne alcuni fra i libertari, i repubblicani, gli azionisti e quei socialisti-democratici che non vanno come cagnolini dietro a Togliatti. Se Piero Gobetti fosse ancora vivo, sarebbe uno di questi liberali… Anche Matteotti, Carlo e Nello Rosselli sarebbero liberali in questo senso». Capito?

UNO SPAZIO POLITICO IMMENSO

Quello lib-dem è un “altro” campo rispetto al predominio del potere dominante e fine a se stesso che, da sessant’anni, è rimasto immobile, trasversale agli schieramenti, distruggendo qualsiasi alternativa al monopolio del blocco partitocratico, vanificando qualsiasi alterità rispetto al “monopartitismo imperfetto” o come lo si vuol chiamare. Con qualche eccezione, come quella rappresentata dai Radicali di Marco Pannella.

Liberale vuol dire “riformatore”.

Non a caso, Piero Gobetti parlava di “rivoluzione liberale“, non di “restaurazione liberale“, cioè – come affermava Salvemini rileggendo la storia del nostro paese – «in Italia le istituzioni libere non dovevano essere demandate a compromessi di retroscena fra i liberali alla Salandra o alla Giolitti e fascisti, popolari, socialisti e magari comunisti». Esatto.

È un insegnamento attuale, che arriva fino ai nostri giorni. Per questa ragione, l’idea di una “costituente liberaldemocratica” nasce dall’esigenza di costruire un terreno “altro”, il terreno del dialogo e del contraddittorio basato sul “metodo liberale”, sulla circolazione delle idee, sulla discussione ampia, aperta, diffusa. C’è da comporre il luogo in cui ripensare la Politica, con la P maiuscola.

CORSARI DELLA LIBERTÀ

Il campo lib-dem è il luogo da cui partire per la costruzione delle possibilità dell’individuo, cioè degli accessi alla conoscenza, della costruzione delle porte che ci vengono sottratte, negate, impedite. È come se, in questo momento storico, vivessimo in un limbo senza porte dove i condizionamenti e le costrizioni liberticide non lasciano vie d’uscita. Anche se abbiamo tutte le chiavi in mano, gli strumenti per farci valere, i mezzi per dimostrare che un “altro” mondo è possibile, non ci sono le porte.

Sembriamo liberi di muoverci in tutte le direzioni, ma è soltanto un acquario delimitato dal muro partitocratico del potere corporativo, localistico, anti-europeo. Il terreno lib-dem, invece, è il luogo della discussione, del federalismo europeo, dell’alterità rispetto alla decadenza trasversale e dominante del potere fine a se stesso. È soprattutto il luogo dove poter esercitare una mentalità di gruppo, di squadra, di intelligenza individuale e collegiale, contro le oligarchie e i monopoli. Insomma, lo spazio politico lib-dem è oggi davvero immenso ed è il luogo in cui l’individuo può esprimersi e realizzarsi.

IL CORAGGIO DELLE IDEE

Proprio sulla questione della conoscenza e sulla mancanza di informazione, infatti, i Corsari continuano a battersi per conquistare spazi di democrazia e di libertà per gli altri, per i cittadini, per le persone comuni. Spazi finora negati da un regime telecratico, illiberale e antidemocratico. E il coraggio delle idee può abbattere questi muri. Ma i liberali che cosa fanno? Sono pronti? I Corsari sì.

Intanto, i Pirati sono al Potere.

Pier Paolo Segneri

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