La Scuola è Amore – Editoriale

L’editoriale di oggi è dedicato alla Classe Prima con cui lavoro quest’anno. 

Nell’editoriale di oggi, sono felice di annunciare agli elettori di questo Blog Corsaro l’imminente uscita (a Dicembre) del mio nuovo libro, praticamente un pamphlet, intitolato “La scuola è amore”. Un quaderno di riflessioni, appunti e proposte per un Nuovo Umanesimo. Sono emozionato.

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Perché? Perché avevo promesso ai miei studenti di ieri e di oggi che avrei scritto qualcosa per loro e, ora, eccomi qua, con un libro per ciascuno di loro.

In particolare, però, al di là del mio pamphlet, l’editoriale di oggi è dedicato alla Classe Prima con cui lavoro quest’anno.

Quindi… scrivo.

Caro ragazzo, ti scrivo…
…per dirti cosa? Per esprimere la mia fiducia in te. Semplice. Ma non facile.

Cara Classe,
composta di piccole luci, piccoli bagliori che si accendono nell’aula in corrispondenza del viso di ciascun studente.

Alzo gli occhi dalla tastiera e vi osservo, vi scrivo, vi sorrido. Come se avessi i vostri volti davanti agli occhi, come se potessi vedere i vostri sguardi, quasi a leggere i pensieri che – come in un fumetto – si alzano sulla vostra testa dentro una nuvoletta. E penso: avranno capito?

Se posso spiegarmi meglio, alzate le mani e ditelo, senza timore, proverò a spiegarmi meglio.

Sono qui per te, perché tu possa apprendere un metodo di studio, conoscere e appassionarti alla materia, affinché tu possa imparare col sorriso e impegnarti seriamente, in modo da comprendere quanto abbiamo da dirci, in maniera tale da esprimerti e divenire consapevole.

Alla fine, “dalla terra al cielo”, durante le nostre lezioni, cerco semplicemente di accendere in te il fuoco della conoscenza, la voglia di capire, la curiosità per quanto andiamo ad affrontare insieme, il dubbio che rimescola le carte e apre la porta della conoscenza, il segreto umano nascosto nelle parole, la brace che si alimenta del soffio vitale della cultura, della memoria, della libertà, della responsabilità e dell’autonomia di pensiero, di metodo, di ragionamento, nel dialogo. Ti scrivo e tu parlami, allora. Come sai e come sai fare soltanto tu.

Se qualcosa non fosse chiaro, alza la mano e chiedi. Sono qui per te, per questo motivo.

Se tu trovassi una difficoltà qualsiasi nelle mie materie, tu fammi un cenno e proverò a spiegare ancora, con la gioia di trovare altre strade più adatte a te.
Sono disponibile ad ascoltarti e a ripetere con altri esempi ciò che ho da dirti, da insegnarti, da stimolarti.

Se tu non fossi già quel che sei, dovrei inventarti, per arricchire il mondo della scuola di una pietra preziosa, seppur ancora informe, spigolosa, fragile, come quelle che si trovano in natura. Ma non sarò io a darti forma perché il mio lavoro è darti modo d’imparare da sola come dare forma a te stessa e aiutarti, permetterti di esprimere il tuo talento, secondo il tuo modo di essere, di ‘sentire’, il tuo essere ciò che sei per diventare ciò che desideri.

Vorrei trasmetterti serenità, un clima d’armonia, un equilibrio interiore.

Questo è ciò che cerco di fare in classe, anche quando sono severo o quando ti rimprovero o quando ti sollecito a svolgere il tuo compito.
Ogni volta, dentro di me, c’è un sorriso per te. Sempre. Anche quando alzo un po’ la voce o ti guardo contrariato. Ogni volta, sappilo, lo faccio perché credo in te.
Non dimenticarlo mai. Se io credo in te, be’… anche tu puoi credere in te stessa.

Cara Prima, sei una Classe diversa. Inventa te stessa.

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