Oltre il giardino – Il Veliero

In controtendenza, ho scritto una poesia corsara e, quindi, politica. Oggi, scrivere una poesia è quanto di più politicamente scorretto ci sia. Perché spinge il nostro Veliero verso un Nuovo Umanesimo.

Da qualche tempo a questa parte, nell’oceano di incertezze che è la vita, incontro soltanto persone che mi dicono di essere pragmatiche, concrete, che loro fanno i fatti, persone che si esaltano affermando che sono i fatti quelli che contano, che le chiacchiere stanno a zero, che loro badano al sodo, che le parole non servono, che la cultura non fa mangiare (“ma aiuta a vivere meglio!”, aggiungo io). Ecco, questo è il principale motivo per cui le cose vanno male. Che poi questi ideologi del pragmatismo dimostrano tutta la loro debolezza, la loro vita si basa sull’apparenza, il loro agire è astratto, evanescente, senza pensiero.

Per questo motivo, in controtendenza, ho scritto una poesia corsara e, quindi, politica. Oggi, scrivere una poesia è quanto di più politicamente scorretto ci sia. Perché spinge il nostro Veliero verso un Nuovo Umanesimo.

OLTRE IL GIARDINO

Semina un po’ d’amore…
Che altro si può dire?
Conosco il tuo dolore
di rabbia non si vive.

La vera cortesia
si legge nello sguardo
Tu regala l’allegria
arriva come un dardo.

Semina un po’ di cuore
in mezzo alla palude
germoglia di rancore
la vita che delude.

Una rosa tra le dita,
un fiore da giardino,
per ogni tua ferita
un frutto del mattino.

Chi semina sorrisi,
trasmette la bellezza…
fioriranno nei tuoi gesti
il bacio e la carezza.

Semina più che puoi
di sentimenti sparsi,
la vita e i sogni tuoi
dicono d’amarsi.

(P. P. S.)

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