Un sabato sera a Frosinone | Mare di Stelle

Camminare per la nostra Città e guardare il sorriso delle persone è quello che mi piace scoprire. Perché lì c’è il futuro.

Quanta forza, quanta bellezza, quanta sinergia circonda il centro storico di Frosinone oppure ricopre il marciapiede di Via Marittima su cui sto camminando ora.

Sarò un sognatore, ma vedo una potenzialità enorme nelle risorse umane rappresentate dai frusinati.

Credo che i frusinati vivano in una Città che potrebbe essere meravigliosa, ma è venuta meno la fiducia in loro, cioè si è spenta la convinzione che le cose possano migliorare, si è affermata la falsa certezza che tanto nulla possa cambiare, si è fatta strada la delusione e l’idea che il loro impegno diretto non sia riconosciuto, permesso, valorizzato.

Invece, io penso che siano proprio i frusinati la grande forza di attrazione di questa Città.

Perché Frosinone è un Capoluogo che potrebbe essere un luogo di attrazione culturale, artistica, letteraria, storica, poetica, musicale, imprenditoriale e molto altro ancora.

Eppure, questa nostra Città, l’intera Città, non si vede ad occhio nudo. Molti non sanno neppure dove sia, qualcuno pensa che sia in Serie B, qualcuno crede che sia in provincia di Roma.

Se vuoi vedere Frosinone tutta intera bisogna guardarla con tutta l’anima. Altrimenti, sembra una realtà fatta di tanti pezzi, nel migliore dei casi spaccata in due (la parte alta e la parte bassa), oppure divisa in tre (Centro storico, Stazione e De Mattheis), oppure che si è fatta in quattro per te (Corso della Repubblica, Viale Aldo Moro, periferie e campagna).

Ma Frosinone è una e unica.
Perché è l’unica Città europea in cui è possibile entrarci dentro con tutta l’anima senza perdersi in quello che c’è o in quello che manca. Esiste una Frosinone tutta da visitare e in cui è possibile vedere quello che la Città potrebbe essere, che già è, una Frosinone che esiste già, è sotto i nostri occhi, ma in troppi non riescono a vederla. E si può scoprire guardando gli occhi dei commercianti, dei commessi e delle commesse, dei bambini, degli studenti, degli anziani.

È la Città che si svela soltanto attraverso quei vicoli dell’anima in cui non ci sono più misteri. Dov’è? Qui, accanto a te.
Basta viverla con quella fiammella di vita che scintilla negli occhi dei frusinati che sono ancora innamorati della loro terra.

Io ci metto la faccia. E tu?

Come si fa per vederla?

Semplice: basta abbracciarla con amore, sentirla migliore di quanto possa apparire, svelare ogni pietra, ogni respiro, ogni talento. Basta sentirla sulla pelle e nel cuore per vederla intera, aperta, accogliente, attraente, seducente, affascinante e scoprire ciò che vi è di nascosto, di misterioso, d’invisibile in questa Città.

Quello che si vede con l’anima è la Frosinone che sarà, ma che già è.
Se si guarda Frosinone con tutta l’anima, infatti, non ci sono più segreti inaccessibili, ma soltanto creatività, conoscenza, coscienza. È necessario guardare oltre.

A Frosinone va istituito un nuovo diritto umano: il diritto umano alla conoscenza, alla fantasia, alla ricerca delle verità (al plurale). Se si guarda oltre, allora si vede una e un’unica Città, una sola comunità di persone diverse, di luoghi diversi, di quartieri diversi, ma una Città unica. Se segui la linea che scende dal Belvedere ti ritrovi immerso nelle Luci della Città. Ma queste luci di dentro restano invisibili allo sguardo degli affaristi, dei faccendieri, degli egoisti.

Camminare per la nostra Città e guardare il sorriso delle persone è quello che mi piace scoprire. Perché lì c’è il futuro. Perché in quelle anime e nei diversi luoghi vedo la memoria e la Storia della Città, il nostro presente e il domani possibile. Vedo le possibilità inespresse, i luoghi di ritrovo, il tempo che scorre mentre tutto è fermo. Vedo le potenzialità parcheggiate in qualche angolo degli occhi o dell’anima.

Sabato sera, con quello che c’è, con Frosinone nelle strade, sui balconi d’inizio Luglio, dentro i locali, sotto la Luna, accanto a un lampione acceso. Sentire nel silenzio di una realtà spenta o dalla voce di Vincenzo, un commerciante di Via Marittima, che Frosinone esiste, c’è, è soltanto una Bella addormentata.

L’anagramma di Frosinone è “Sonnifero”. E dire che basterebbe soltanto un bacio per risvegliarla. Ogni frusinate dovrebbe provare a darle un bacio. Per vedere il risveglio di Frosinone è necessario amarla. Ma per amarla è necessario riscoprire la fiducia in noi stessi e negli altri, nell’altro.

Pier Paolo Segneri

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