L’Anima di Frosinone | Mare di Stelle

Quando cammino per la Città di Frosinone immagino… quello che potrebbe essere e diventare, ma anche quello che già è. Mi guardo intorno e riconosco l’umanità dei frusinati, la dignità delle persone, l’ispirazione dei ragazzi, il potenziale umano e creativo dei cittadini, storie che vivono nei bar, storie che si nascondono, paure che serpeggiano, voglia di vivere e di convivere.

In particolare, l’altro giorno, ho trovato i sogni di qualcuno, che qualcuno aveva dimenticato sopra una panchina, chissà quanto tempo fa. Nessuno aveva mai visto quei sogni ed erano rimasti poggiati là.

Se ci fate caso, a Frosinone, sui prati, nell’aria che respiriamo, lungo gli argini del fiume Cosa, sul terreno friabile e nell’ambiente tutto, ci sono i sogni che i frusinati hanno gettato via, che hanno lasciato cadere, di cui hanno deciso di disfarsi perché non ci credono più.

Perché? Quando è accaduto esattamente questo? In che momento?

Sarà che sono un frusinate nell’anima, ma io vedo l’anima di Frosinone ed è un “daimon” antichissimo, pieno di memoria, fatto di Storia, desideroso di futuro… Non a caso, nel capoluogo ciociaro, per chi ha gli occhi per vedere, ci sono dei misteri che chiedono di essere svelati, segreti che andrebbero fatti conoscere, magie dell’anima cittadina, perché Frosinone ha un’anima, che tutti i miei concittadini – in cuor loro – hanno colto, visto, percepito, intuito o vissuto in prima persona. Magari una volta soltanto, ma tutti.

Poi, evidentemente, è accaduto qualcosa che ha fatto dimenticare la bellezza possibile di Frosinone.
Quando mi muovo per la Città, mi commuovo. Infatti, assisto alla visione di quell’anima frusinate e, ogni volta, è come se guardassi le scene di un film, vedo attrici e interpreti, vedo protagonisti e poeti, vedo scrittori e artisti, vedo talento e qualità, vedo scultori e musicisti, vedo elettricisti, attrezzisti, operai, scenografi, truccatori, costumisti, operatori, funamboli, fantasisti, pensatori, saggi, filosofi, falegnami, sceneggiatori, direttori della fotografia… come se i vicoli o i viali fossero angoli di poesia, come se le strade e le campagne, gli edifici e le fontane fossero state dipinte “ne plein air”,  da qualche allievo dell’Accademia di Belle Arti… e sento nell’aria una musica lieve, fatta di violini e archi, che vibrano con le loro corde nel mio cuore.

Immagino che ci sia, un giorno, speriamo molto presto, l’Accademia del Teatro e dello Spettacolo. Vedo già il desiderio di cultura dei cittadini e la voglia di riscatto, la voglia di accrescere le proprie potenzialità, le proprie conoscenze, il proprio ‘sentire’ umano e spirituale. La voglia di esprimersi.

Rigenerare l’umano. Per dare a Frosinone non un Sindaco, ma una prospettiva, una possibilità, una forza attrattiva mia vista finora. Ecco, quella forza io l’ho vista. Ecco perché ho deciso di candidarmi a Sindaco di Frosinone. Una Città unica e unita. Seppur nelle diversità. C’è qualcuno che ha un sogno più grande?

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