Genius Loci

Rigenerare l’umano.

Per dare a Frosinone una prospettiva, una possibilità, una forza attrattiva mai vista finora. Ecco, quella forza io l’ho vista.

Ecco perché ho deciso di candidarmi a Sindaco di Frosinone.

Una Città unica e unita. Seppur nelle diversità. C’è qualcuno che ha un sogno più grande? Se ci fate caso, a Frosinone, sui prati, nell’aria che respiriamo, lungo gli argini del fiume Cosa, sul terreno friabile e nell’ambiente tutto, ci sono i sogni che i frusinati hanno gettato via, che hanno lasciato cadere, di cui hanno deciso di disfarsi perché non ci credono più.

Le persone sono per me una risorsa indispensabile.

La politica è per me cultura, il modo attraverso cui ascoltare i cittadini, farli partecipare alla vita civica della Città, farli sentire parte integrante di una comunità.

Credo nei sorrisi sinceri, nei gesti disinteressati, nelle sinergie possibili tra talenti diversi, nella distinzione di ciascuna parola dall’altra e nei significati che ogni parola porta con sé. Credo nel dialogo, nei ragazzi, negli studenti, nei giovani.

Credo nella forza d’animo, nella fragilità umana, nell’aiuto reciproco. Credo in chi coltiva dentro di sé il coraggio, l’amore, l’arte, la scienza, la cultura, il sogno per un domani migliore e un presente tutto da vivere… 

Eppure, a volte, sembra che la politica abbia rinunciato al suo compito civile e civico.

È rimasto solo e soltanto il Potere e scorre solamente la sete di Potere.

Perché? Quando è accaduto esattamente questo? In che momento? Sarà che sono un frusinate nell’anima, ma io vedo l’anima di Frosinone ed è un “daimon” antichissimo, pieno di memoria, fatto di Storia, desideroso di futuro…

Non a caso, nel capoluogo ciociaro, per chi ha gli occhi per vedere, ci sono dei misteri che chiedono di essere svelati, segreti che andrebbero fatti conoscere, magie dell’anima cittadina, perché Frosinone ha un’anima, che tutti i miei concittadini – in cuor loro – hanno colto, visto, percepito, intuito o vissuto in prima persona. Magari una volta soltanto, ma tutti.

Quando cammino per la Città di Frosinone immagino quello che potrebbe essere e diventare, ma anche quello che già è.

Mi guardo intorno e riconosco l’umanità dei frusinati, la dignità delle persone, l’ispirazione dei ragazzi, il potenziale umano e creativo dei cittadini, storie che vivono nei bar, storie che si nascondono, paure che serpeggiano, voglia di vivere e di convivere. E chi, invece, non ce la fa più.Perché?In particolare, l’altro giorno, ho trovato i sogni di qualcuno, che qualcuno aveva dimenticato sopra una panchina, chissà quanto tempo fa.

Nessuno aveva mai visto quei sogni ed erano rimasti poggiati là. A un certo punto, evidentemente, è accaduto qualcosa che ha fatto dimenticare la bellezza possibile di Frosinone.

Quando mi muovo per la Città, mi commuovo.

Infatti, assisto alla visione di quell’anima frusinate e, ogni volta, è come se guardassi le scene di un film, vedo attrici e interpreti, vedo protagonisti e poeti, vedo scrittori e artisti, vedo talento e qualità, vedo scultori e musicisti, vedo elettricisti, attrezzisti, operai, scenografi, truccatori, costumisti, operatori, funamboli, fantasisti, pensatori, saggi, filosofi, falegnami, sceneggiatori, direttori della fotografia… come se i vicoli o i viali fossero angoli di poesia, come se le strade e le campagne, gli edifici e le fontane fossero state dipinte “ne plein air”,  da qualche allievo dell’Accademia di Belle Arti… e sento nell’aria una musica lieve, fatta di corde esistenziali, che vibrano con i loro suoni nel mio cuore. Come una poesia…

Vedo già il desiderio di cultura dei cittadini e la voglia di riscatto, la voglia di accrescere le proprie potenzialità, le proprie conoscenze, il proprio ‘sentire’ umano e spirituale. La voglia di esprimersi. Ogni storia, a un certo punto, cade nel buio, finisce in un punto nero, sembra non avere più forze, allora va raccolta da terra, risollevata, curata, compresa, magari con un sorriso sincero. 

Basta odio, la vita è la possibilità che abbiamo d’amarci, di convivere, di competere nel suo significato etimologico, cioè “cum petere”, cercare insieme. Questa è la Politica. 

Questo è il mio amore per Frosinone e per i frusinati.

Non voglio giudicare, non mi va e non mi piace gettare la croce addosso a qualcuno, non ho la verità in tasca, non mi faccio illusioni, non conosco spesso le risposte, ma qualche domanda dobbiamo pur farla e porla anche a noi stessi. Siamo uniti dalle stesse domande, seppur diamo – a volte – risposte diverse, ma non importa. Parliamone…

Dedico queste mie parole alla memoria di Alessandra Pomella

1 commento su “Genius Loci”

  1. Alessandra in vita era sola a Frosinone mentre da morta è stata in mente al primo cittadino Ottaviani che gli ha “dedicato” addirittura una poesia il 5 di settembre e ricordata da te prossimo sindaco di Frosinone. Che strana città è mai questa Fori.Senno!! Un caro saluto PG.

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