Che cos’è la Politica?

La Politica è un’arte.
La sua missione è quella di sconfiggere il tempo e innalzare la vita dei cittadini.
La Politica è cultura, è conoscenza, è ricerca delle verità.
Lo scopo della Politica è la libertà dell’individuo, della persona, l’essere umano.
La Politica deve agire per “abolire la miseria”, scriverebbe Ernesto Rossi, un grande politico del passato, ma sempre attuale.
La Politica, nel senso alto e nobile della parola, è linguaggio, comunicazione, interdipendenza, ascolto, creatività.
Non a caso, la politica è visione del mondo, intuizione delle forme, immaginazione del possibile, realizzazione di un’idea. In poche parole, la politica è l’arte del “nuovo possibile”.

La Politica è un’arte.

La sua missione è quella di sconfiggere il tempo e innalzare la vita dei cittadini.
La Politica è cultura, è conoscenza, è ricerca delle verità.
Lo scopo della Politica è la libertà dell’individuo, della persona, l’essere umano.
La Politica deve agire per “abolire la miseria”, scriverebbe Ernesto Rossi, un grande politico del passato, ma sempre attuale.
La Politica, nel senso alto e nobile della parola, è linguaggio, comunicazione, interdipendenza, ascolto, creatività.
Non a caso, la politica è visione del mondo, intuizione delle forme, immaginazione del possibile, realizzazione di un’idea. In poche parole, la politica è l’arte del “nuovo possibile”.

La politica, anche con la p minuscola, è tale se è in grado di governare gli eventi, prevedere gli imprevisti, superare le crisi, essere lungimirante, offrire possibilità.
La politica è tale se sa ascoltare, comprendere, osservare.

Insomma, la politica è un’arte con sue specifiche peculiarità, con sue particolari caratteristiche, con forme e materiali di difficile lavorazione.

Non è più il tempo degli alchimisti, degli stregoni e dei venditori di fumo.
La Politica, come pure l’arte, nasce dalla Memoria, che vive nel presente e si proietta con un progetto verso il futuro. La politica è amore.
I Partiti politici dovrebbero cambiare forma e struttura.
Dovrebbero dialogare, discutere, studiare, approfondire, comprendere, darsi altre regole e rispettarle.

I Corsari, da questo punto di vista, sono assai più avanti rispetto al cammino dei più.

Quella dei Corsari, infatti, è una visione e, secondo tale visione, la democrazia necessita di un “metodo liberale” in grado di tutelarla. Invece, purtroppo, gli attuali apparati partitocratici, al contrario di quanto servirebbe, non hanno più niente di liberale al loro interno e sono ormai divenuti oligarchie verticistiche, organizzazioni personalistiche, contenitori di poltrone, segreterie elettorali, comitati d’affari.

Più che a Partiti, assomigliano sempre di più a soggetti burocratici senza idee e senza dibattito, troppo chiusi nelle proprie nomenclature e gerarchie, con la sola premura di trovare un modo per sopravvivere a questo cambiamento che rischia di spazzarli via.

Dobbiamo capire che “liberale” è innanzitutto un aggettivo, non un sostantivo.

Il cambiamento in corso si muove secondo tutta un’altra mentalità rispetto a quella dominante negli attuali Partiti o Movimenti, compreso quello di lusso a Cinque Stelle, che rispecchia le nuove esigenze del Vecchio Regime.
La politica non è il pragmatismo ideologico dei fatti, spesso evanescenti e inconcludenti, ma la forza delle idee, del dialogo, della discussione.
La Politica, con la maiuscola, non è il Potere. Casomai, la Politica è il “potere”, ma scritto con la minuscola, cioè inteso come “possibilità”: poter fare, poter dire, poter agire, poter governare, poter discutere, poter essere.

La Politica è l’arte del “nuovo” possibile.

Si potrebbe ricorrere ad una citazione cinematografica, quella del film Star Wars (Guerre Stellari), e affermare che la Politica è la Forza mentre il Potere è il Lato Oscuro della Forza. Credo che il cuore dei Corsari sia forte e coraggioso perché sceglie ogni giorno la luce che illumina il cammino e non l’opacità dell’ombra che conduce nell’oscurità del Potere.

Pier Paolo Segneri

 

La scelta di ciascuno e il metodo di ricerca per tutti

Cari studenti, come sapete, amo il dialogo che si instaura tra il professore e gli allievi.
Amo i discorsi che costruiamo insieme, le parole approfondite, il lessico ragionato, l’ascolto reciproco, l’intesa intellettuale, la curiosità stimolata e il dubbio da coltivare. Insomma, prima di assegnarvi il libro da leggere per il prossimo mese, ho riflettuto. E ho indicato un campo libero, seppur con dei confini.

Cari studenti, come sapete, amo il dialogo che si instaura tra il professore e gli allievi.

Amo i discorsi che costruiamo insieme, le parole approfondite, il lessico ragionato, l’ascolto reciproco, l’intesa intellettuale, la curiosità stimolata e il dubbio da coltivare. Insomma, prima di assegnarvi il libro da leggere per il prossimo mese, ho riflettuto. E ho indicato un campo libero, seppur con dei confini. Ora ho deciso di scrivervi per darvi due fondamentali messaggi di comprensione sul lavoro didattico che stiamo svolgendo: da una parte, capire l’importanza della scelta che si compie o si vuole compiere; dall’altra parte, la ricerca che conduce a una scelta autonoma e ragionata. In altre parole, per chiarire ancora meglio, potremmo collegare questi due elementi (la scelta e la ricerca) alla responsabilità personale e alla consapevolezza di ciascuno della scelta compiuta. In questa logica s’instaura anche il metodo scientifico. Lo studio umanistico e il mondo scientifico sono uniti.

Amo quando ci esercitiamo a discutere nel rispetto degli altri e nel rispetto delle persone, anche nella diversità di ciascuno.

Infatti, ci ritroviamo spesso a discutere con passione, ma vi ripeto ancora: alzate la mano prima di parlare. Amo quello che ci diciamo: le frasi dette e, addirittura – certe volte – le frasi fatte. Oltre a quelle non dette. Ecco perché vi scrivo di nuovo ed ecco perché continuo a mettere nero su bianco alcune delle tante riflessioni che ci siamo scambiati in classe e che ancora ritornano, giorno per giorno, giorno dopo giorno. Tanto più che, non sapendo se sarò il vostro insegnante anche l’anno prossimo, allora – inconsciamente – cerco forse di lasciarvi qualcosa di scritto che possa rimanere nel tempo, anche dopo il tempo che passeremo insieme nella stessa aula scolastica. E’ probabile che l’anno prossimo non sia più al Liceo “Gelasio Caetani”, per questo motivo vi invito a cogliere oggi il meglio che io vi possa dare come insegnante. Anzi, tutto quanto sia possibile cogliere del mio metodo d’apprendimento. Approfittate ora di ogni istante per apprendere ciò che oggi cerco di trasmettervi: conoscenza, comprensione, consapevolezza.

Ogni volta, vi scrivo qualcosa di cui voi possiate far tesoro. Almeno spero. A tal proposito, l’indicazione che vi ho dato di ricercare il titolo del libro da leggere per il prossimo mese non è casuale. Anzi, è stata una decisione pensata. E’ la scelta stessa ad essere parte integrante del compito e dell’apprendimento, quindi della valutazione.

Tale esercizio di ricerca conduce, inevitabilmente, ad assumersi – poi – la responsabilità diretta della scelta compiuta. E’ un passaggio cruciale, nevralgico e senza il quale non si può compiere una scelta ragionata. Se si decide senza prima ricercare, approfondire, comprendere, capire, rendersi conto, allora si può solamente scegliere per istinto, in maniera inconsapevole, impulsiva. Ma la responsabilità resta.

Prima di scegliere il libro, perciò, vi ho messo tutti nelle condizioni di dover ricercare le notizie e le informazioni necessarie per individuare un testo che voi, oggi, riteniate di vostro gusto e che siete contenti di leggere in questo momento della vostra vita.  

Insomma, il compito che vi ho dato è il frutto di una riflessione che ho fatto in modo ragionato e pensato. Certo, tante volte mi capita d’improvvisare, non lo nego, ma l’improvvisazione è sempre figlia dell’esperienza, dello studio, della vita vissuta.

Si può improvvisare quando si hanno alle spalle tragitti percorsi e chilometri di cammino sulle gambe.

Eppure, stavolta, l’idea di farvi scegliere a piacere un testo di letteratura italiana del Novecento è stata un’idea che vi offre molta libertà, ma la libertà non è mai scissa dalla responsabilità. Quindi, l’assumervi la responsabilità della scelta compiuta è stata – per il sottoscritto – un’idea pensata e ragionata a lungo. Infatti, per poter scegliere il libro da leggere, pur rispettando alcuni criteri e paletti indicati dal docente (proprio per non mandarvi allo sbaraglio), ciascuno di voi spero abbia cominciato ad apprendere un metodo di ricerca e, di conseguenza, in virtù degli elementi acquisiti con la propria indagine personale, aver compiuto una scelta consapevole. Giusta o sbagliata che sia.

Sul Dizionario Treccani si legge:

Scelta. Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criterî oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione”.

Aggiungo soltanto un particolare interessante: i Greci, per indicare il termine scelta, usavano la parola “eresìa”.

Capito? Ne parliamo insieme.

Pier Paolo Segneri

La legge elettorale

I Corsari si sono incontrati per una tavola rotonda che ha lasciato il segno nel cuore e nella testa di chi ha partecipato.
Infatti, venerdì 23 Marzo 2018, in concomitanza con la prima seduta delle Camere appena insediate, abbiamo voluto vederci di persona per parlare, discutere, analizzare il voto delle ultime elezioni politiche.

I Corsari si sono incontrati per una tavola rotonda che ha lasciato il segno nel cuore e nella testa di chi ha partecipato.

Infatti, venerdì 23 Marzo 2018, in concomitanza con la prima seduta delle Camere appena insediate, abbiamo voluto vederci di persona per parlare, discutere, analizzare il voto delle ultime elezioni politiche.

Perché l’urgenza di guardarci negli occhi è stata una necessità umana prima ancora che politica.

Ha moderato l’incontro la giornalista Camilla Nata ed è stato bellissimo ritrovarci tra amici, dialogare, ascoltare, contraddire e contraddirci. Con gioiosità e rispetto reciproco.

Ringrazio davvero tutti.

In particolar modo, per la chiarezza e la semplicità dei ragionamenti fatti. Niente di artificioso né di astruso o di astratto. Ma un momento di comprensione. Ecco perché vorrei evidenziare gli interventi di Corrado Ocone, studioso di filosofia e teoria politica; del prof. Enzo Di Nuoscio, docente universitario di riconosciuto prestigio; Vincenzo Iacovissi, responsabile delle riforme istituzionali per il PSI; la prof.ssa Fabia Baldi; i corsari Carlo Prinzhofer ed Enrico Laurito; la corsara Antonella Sotira, oltre a tante altre corsare e corsari che sono intervenuti e che hanno lasciato il segno per l’autorevolezza e la semplicità.

Per chi volesse rivedere la registrazione integrale in audiovideo dell’incontro, può ritrovare la tavola rotonda sul sito internet di Radio Radicale. Invece, per chi fosse incuriosito e volesse saperne di più, può trovare le interviste realizzate nel dietro le quinte del seminario andando sul sito di Liberi.tv, la web tv diretta da Gianni Colacione.

Abbiamo affrontato essenzialmente il tema principale, che ha dato anche il titolo e il senso profondo all’incontro: “Rifondare la Politica”.

Rifondare la politica_23_marzo_18
Locandina della Tavola Rotonda dei Corsari del 23/03/2018: “Rifondare la politica”

E’ emersa la necessità di una campagna politica per il sistema elettorale uninominale maggioritario. Innanzitutto, perché è il più facile da spiegare e da capire: viene eletto il candidato associato alla lista che ottiene la maggioranza dei voti. Chi prende più voti vince. Poi, è stato detto, si può decidere di far precedere il voto da elezioni primarie, che permettono ai cittadini di scegliere o selezionare i candidati; oppure ricorrere, come in Francia, al doppio turno e al semi presidenzialismo, così che il primo possa assumere il carattere di una elezione primaria capace di ridurre a due o, al massimo, tre i candidati.

Non si tratta, perciò, di essere a favore o contro il bipolarismo, come erroneamente si scrive, anche perché tutta la Prima Repubblica fu caratterizzata dal bipolarismo tra Dc e Pci. Si tratta, invece, di comprendere come il sistema politico uninominale sia soltanto il primo passo per una più complessiva Riforma costruita sul binomio “persona e territorio”. E funziona benissimo anche nei sistemi tripolari. Nei sistemi di democrazia liberale, infatti, la rappresentanza politica non può prescindere da un effettivo rapporto di fiducia tra i rappresentati e i rappresentanti. E questo può essere assicurato dai Collegi piccoli e dall’uninominale.

Molto ci sarebbe ancora da dire per spiegare la nostra logica corsara e i pregi democratici del sistema uninominale.

A tal proposito, è sempre utile ricordare, infine, quanto affermò il liberale Luigi Einaudi nel suo intervento dell’11 febbraio 1946 alla Consulta nazionale:

Bisogna scegliere non la proporzionale, la quale manda in parlamento macchine da voto, ma il collegio piccolo, che manda un uomo invece di una macchina, scelto per la stima che si ha di lui. Costoro decideranno quali siano le idee meritevoli della vittoria.

 

Pier Paolo Segneri

La società della conoscenza

La proposta dei Corsari di rifondare la politica è una possibilità che si muove verso la navigazione a mare aperto… anche con l’obiettivo per riformare l’organizzazione politica dei partiti e dei movimenti. A cominciare dalla legge elettorale. È una proposta culturale che si alimenta del libero pensiero.

La proposta dei Corsari di rifondare la politica è una possibilità che si muove verso la navigazione a mare aperto… anche con l’obiettivo per riformare l’organizzazione politica dei partiti e dei movimenti. A cominciare dalla legge elettorale. È una proposta culturale che si alimenta del libero pensiero.

Le burocrazie e le segreterie di parte o di partito – invece – chiudono il dibattito, ingannano gli elettori, scelgono il verosimile al posto delle verità: fingono, mentono, nascondono, imbavagliano, omettono e impediscono qualsiasi seria discussione politica ostacolando ogni possibilità per i cittadini di conoscere.

È la “democrazia reale”, come una volta si parlava di “socialismo reale”. Faccio qui un esplicito riferimento alla “società della conoscenza”.

L’idea di promuovere una tavola rotonda permanente, per ricomporre un “altro” campo, è il presupposto per costruire un altro modello di società che faccia propria la teoria della prassi, cioè quella “filosofia della pratica” di cui parlava Benedetto Croce, cioè il metodo liberale. E la società della conoscenza può diventare il luogo d’azione di un ritrovato pensiero politico libero da ideologismi e fanatismi. Anche perché il Potere impedisce la conoscenza da parte dei cittadini e per i cittadini evitando che questa società si realizzi.

Il lavoro da fare è quello di rifondare il dibattito politico, reimpostare la discussione, parlarsi, ridare forma e contenuto, rifornire di parola, di significato e di senso.

Nei dibattiti televisivi, non si capisce più di che cosa si stia parlando.

Se vogliamo costruire un futuro diverso e altro, si devono immaginare luoghi e spazi dove sia possibile un ragionamento più profondo e più articolato, anche se semplice e comprensibile. La discussione non può essere ridotta soltanto al solito slogan elettorale, alla battuta denigratoria, al falso scuotere la testa quando parla l’avversario, allo schiamazzo.

Soltanto un insieme aperto, può tentare di aprire una fase nuova che avvii l’età della conoscenza, della ricerca delle verità, della saggezza, della felicità.

In una parola: della libertà. Perché un pensiero politico è dinamico e aperto se è in movimento e, quindi, va aggiornato nella realtà che muta, nel momento in cui un’idea impatta con la realtà, con il cambiamento degli usi e dei costumi di una società in continua trasformazione.

Infatti, il Potere, sia esso oligarchico o partitocratico o assolutista o teocratico o totalitario o antidemocratico, ha avuto sempre un solo nemico: il pensiero fondato su quel principio di libertà che, per sua natura, non si trasforma in assolutismi né dogmi, né soprusi.

Quindi c’è bisogno di un campo della Politica, con la P maiuscola, un terreno fatto d’incontro, dialogo, parola, pensiero, contraddittorio, ascolto, dissenso. È il luogo della conoscenza.

Tutto il resto è anti-politica, è rancore, distruzione della democrazia, è rabbia, violenza, ingiustizia, inganno, menzogna. Non si può ridurre il dibattito politico in una serie di spot, di frasi gridate, di battute da osteria. L’urgenza è quella di rifondare il dibattito politico, ricostruire insieme la discussione, ristabilire la circolazione delle idee. Reimpostare la discussione politica vuol dire avviare quella rivoluzione armonica e cosmica, universale, che non arriverà se i cittadini tutti non ritroveranno la forza delle idee, un dialogo appassionato e leale, un contraddittorio aperto e conosciuto dagli elettori.

Bisogna ripristinare il Diritto, lo stato di diritto, la possibilità di conoscere. A cominciare dal diritto umano alla conoscenza. Ma il problema è concepire il come, concepire il “nuovo possibile”, cioè come si possa concepire e perseguire la costruzione di un altro campo politico che sia dalla parte del cittadino.

 Pier Paolo Segneri

Rifondare la Politica

Abbiamo visto un Oceano libero e aperto.
Dove si può navigare con lealtà, in dialogo, onestamente, nel rispetto degli impegni e della parola data. Dove c’è spazio per il merito, per la creatività, per le qualità e le attitudini di ciascuno. Dove la diversità è una ricchezza.

Abbiamo visto un Oceano libero e aperto.

Dove si può navigare con lealtà, in dialogo, onestamente, nel rispetto degli impegni e della parola data. Dove c’è spazio per il merito, per la creatività, per le qualità e le attitudini di ciascuno. Dove la diversità è una ricchezza. Dove ognuno può incontrare gli altri e costruire insieme qualcosa di gioioso e innovativo. Dove si può portare ovunque il “senso dello stato”, la Giustizia giusta, il Diritto e i diritti. Dove la parola “politica” significa democrazia, libertà, responsabilità, dialogo, circolazione delle idee, umanità, qualità, ricerca, conoscenza, cultura, formazione della classe dirigente. Dove l’uguaglianza non è l’omologazione delle menti né la standardizzazione dei cuori, ma la diversità degli individui che si riconoscono tutti uguali davanti alla Legge e di fronte al Mistero. Dove ci sono pari opportunità e dove gli accessi al mondo del lavoro non sono ostruiti da un manto che nasconde il futuro negandolo, ma si possono aprire con le chiavi delle proprie competenze, capacità, saperi, talenti, volontà. Con amore. Senza odio. Per gli altri.

C’è un altro campo che si sta formando e dove si stanno recando i cittadini, ma non è quello del blocco unico tra penta-stellati e centro-destra-sinistra, che sono due facce della stessa medaglia. Non è il campo dove si trovano, ora, i vari partiti: primi, secondi o terzi poli.

C’è un campo “altro” composto dai cittadini liberi, dai Corsari.

C’è chi dice che non è andato a votare, chi non si riconosce nei partiti che siedono in Parlamento, chi è indeciso, chi è furioso, chi ha espresso un voto di protesta, chi non voterebbe mai per la vecchia nomenclatura e chi non crede ad una infornata di dilettanti allo sbaraglio perché pensa che mai potranno risolvere i gravi problemi che attanagliano il nostro Paese e l’Europa. Sono tutte persone di qualità che salgono gradualmente sul Galeone.

Da dove possiamo ricominciare?

Dalla parola, dal linguaggio, dai significati.

Questo è il ruolo dei Corsari: rifondare la politica.

Si potrebbe ripartire dalla Riforma della legge elettorale in senso uninominale maggioritario, con Collegi piccoli, come richiesto a gran voce da una maggioranza schiacciante di cittadini nel referendum del 18 Aprile 1993. Gli elettori italiani si sono espressi chiaramente per l’abrogazione della legge proporzionale, ma tutto è stato vanificato da soluzioni elettorali di stampo proporzionale. A cominciare dal 1994, fino ad oggi. Compresa l’attuale legge, meglio conosciuta come “rosatellum”.

Un’ennesima porcata. La peggiore che potessero fare.

 

Pier Paolo Segneri

Benvenuti nel Regime pentastellato

Ci vuole il cuore.
Nel mondo delle quantità e dei calcoli numerici, delle percentuali e dei seggi attribuiti, i Corsari sono i portatori della qualità e dell’alterità, cioè sono i pionieri della libertà.

Ci vuole il cuore.

Nel mondo delle quantità e dei calcoli numerici, delle percentuali e dei seggi attribuiti, i Corsari sono i portatori della qualità e dell’alterità, cioè sono i pionieri della libertà.

Forse, siamo un luogo dove potersi sentire persona, essere umano, in carne ed ossa, in pensiero e cuore, in fragilità e forza, in sogno e fantasia, in ragionevolezza e umiltà, nel coraggio e con il sorriso. I Corsari puoi riconoscerli perché parlano con il cuore e guardano al futuro. Testa e cuore. Anima e amore.

Per dare forza ad un rinnovato pensiero liberale e libertario, insieme ai Corsari della libertà, lancio da qui l’idea di comporre un campo politico, vasto e aperto, per la Riforma uninominale e maggioritaria della legge elettorale, con Collegi piccoli, a turno unico e primarie di Collegio oppure a doppio turno alla francese con un semipresidenzialismo alla Macron, per intenderci. In difesa dell’espressione liberale: “senza vincolo di mandato”. Senza vincolo di mandato. Ci tengo a ribadirlo.

Che dire del voto?

Per me, gli italiani sono e continuano ad essere migliori della classe politica espressa dal Palazzo e nel Palazzo. Anche se le scelte vengono spesso pilotate dagli organi di disinformazione di massa che indicano tutto: i leader a cui dare spazio e quelli a cui negare l’accesso televisivo, i partiti da votare e quelli da oscurare, i commentatori da invitare a tutti i programmi e quelli da non chiamare mai.

I risultati elettorali, quindi, sono la conseguenza di uno schema disinformativo gestito dal Regime partitocratico in modo tale da mutare volto senza mutare corpo.

E’ la metamorfosi del Potere che serve ad illudere chi pensa si possano cambiare le cose votando per i politicanti e per i partitocrati che sono presenti in tv dalla mattina alla sera. Insomma, un messaggio forte e chiaro a Silvio Berlusconi e a Matteo Renzi, cioè ai due sconfitti da questo voto. Per continuare ad essere illiberale e autoritario, il Potere dominante aveva necessità di assumere, oggi, la maschera dei Cinque Stelle.

Ormai è ufficiale e chiaro: i pentastellati sono il nuovo volto del Vecchio Regime.

Questo già si sapeva dal 2009, ma ora è evidente. Lo dicono i risultati elettorali. L’importante affermazione del Movimento Cinque Stelle era già nell’aria da molto tempo. Si sapeva. Anzi, personalmente, avevo pensato ad un’affermazione leggermente più alta. Come si comprendeva benissimo anche che la Lega di Matteo Salvini avrebbe realizzato il sorpasso rispetto a Forza Italia. Era probabile. Era nell’aria. Inoltre, nessuna sorpresa neppure per il crollo del Pd a guida renziana. Dopo la sconfitta del 4 dicembre scorso al referendum, infatti, per Matteo Renzi è stata una caduta verticale ampiamente annunciata. Tutto prevedibile e tutto largamente previsto da moltissimi osservatori e dai Corsari stessi.

Che dire? Benvenuti nel Regime penta stellato.

Per fortuna, i Corsari sono “altro” da questo schifo di messa in scena del Potere illiberale ed egemone. Questi risultati, almeno, chiariscono la situazione.

Allora, personalmente, mi dichiaro a tutti gli effetti un dissidente di tale Regime pentastellato e attendo sul web i picchiatori della rete, gli squadristi grillini, i gerarchi che vorranno condurmi al confino di Ventotene. Ma la tessera del Regime di lusso o a cinque stelle non la prendo.

Viva la libertà. Viva l’amore. Viva la politica.

 

Pier Paolo Segneri