Diario di Bordo – #9

Caro Diario…

Oggi, mi sono ritrovato a conversare di politica con alcuni Corsari, ma anche con altre persone, altri amici e amiche, teste pensanti con idee diverse tra loro e diverse dalle mie. Anche stavolta ho trovato molti spunti su cui continuare a scrivere e su cui riflettere, in particolar modo inerenti la situazione politica di questo Febbraio 2019.

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Diario di Bordo – #8

Un Diario è anche un luogo dove appuntare frasi, scrivere poesie, fare disegni… È un luogo dell’anima più che un luogo fisico.

Ancor di più lo è se viene scritto in mare aperto… Figuriamoci quando chi scrive non è nella stiva di una nave qualsiasi, ma sul Galeone corsaro.

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Diario di Bordo – #6

Caro Diario…

lungo il corridoio di una perduta coscienza sembrano esserci soltanto grate, sbarre, chiavistelli. Sono le prigioni di dentro: le prigioni dell’inadeguatezza, della cecità, dell’impostura. Sono le prigioni di un Potere senza più legalità, nemmeno rispetto alle proprie regole, alle proprie leggi, alle proprie norme. In queste condizioni, cosa si può fare?

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Diario di bordo – #5

Leggi la prima parte del Diario di Bordo: Appello ai dispersi, ai lungimiranti, ai liberi.

Caro Diario,

i lettori mi perdoneranno, a questo punto, un altro pizzico di autobiografia. Anche se, giustamente, potrebbe essere percepita come una modalità autoreferenziale di porsi e di proporsi, ma vi assicuro che non lo è. Anzi. Mi appello, dunque, alla benevolenza di chi legge. Personalmente, infatti, nel mio piccolo, sono venticinque anni, cioè dal referendum del 1993, che scrivo e affermo – dove posso e come so fare – come molti eminenti pensatori prima di me avevano già detto e scritto in tempi non sospetti, che destra e sinistra, centro e centrismo sono ormai categorie storiche non più utili a leggere il presente e il futuro. Finalmente, negli ultimi tempi, i vecchi concetti di centro, destra e sinistra appaiono abbastanza superati, almeno nella loro logica di posizione e nel loro significato storico. Un significato divenuto utile, appunto, per leggere e studiare l’Ottocento e il Novecento, ma non per comprendere il Terzo millennio.

A tal proposito, coloro che mi conoscono potranno confermarlo, il sottoscritto ha cercato di preannunciare, di spiegare e di praticare il superamento delle vecchie posizioni ottocentesche già dall’inizio degli anni novanta del secolo scorso.

Quella che, invece, va rinnovata, ma non può essere liquidata, è la cultura politica.

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Diario di bordo – #4

Lettera alla Buonanotte

Che cielo c’è stanotte… Cara Buonanotte.

Sei ancora sveglia? Volevo dirti che il mare è calmo, i Corsari sono tutti in coperta e studiano la mappa del tesoro.

Domani ci alzeremo all’alba, ma l’azimut è stato trovato e si procede a gonfie vele…

Mettiamo da parte l’ultimo odore di fiele e una cassa di rhum per festeggiare con Spugna e Trilli quando arriveremo sull’isola. E tu ci sarai. Sei già lì che ci aspetti.

Eravamo già sull’isola quando partimmo in cerca del tesoro. E tu con noi. Perché sapevi che se fossimo rimasti lì non avremmo vissuto questa incredibile avventura insieme.

Cara Buonanotte, la tempesta è passata ormai, anche se il vento continua ad agitare le acque con la mano, tu prendi la cosa come un gioco, come quando i bambini si schizzano con le onde.

Dura poco. Sono altre le ferite profonde.

Cara Buonanotte, cerca di capire… Noi Corsari abbiamo troppe cicatrici in volto, sul petto e nel cuore. La benda sull’occhio è segno d’onore. Non è il tempo che scandisce i giorni, ma la clessidra dei nostri ritorni. Non è l’orizzonte del mare che ci regala quel senso profondo d’infinito, ma l’attimo che abbiamo trascorso insieme per inseguire un tesoro che avevamo già.

Questo vento, stanotte, fa venire il gelo, lo so… ma è lo stesso vento che ora ti accarezza il viso, ti asciuga le lacrime e segna le mie rughe sulla fronte. Ricordati di andare sempre alla fonte.

Cara Buonanotte, chiama tutti i corsari, ci vediamo sul ponte della nave e non confondere più il vento col freddo della neve. Stanotte si beve!

Ormai è mezzanotte, il mare si addormenta…

Cara Buonanotte, tu apri il boccaporto e tieni gli occhi bene aperti e non smettere mai di vigilare sui tuoi corsari. Non ti addormentare proprio ora. Vuoi che accendiamo le fiaccole? Così ti svegli e ci mostri i tuoi consigli.

Non andare a dormire, è presto! Perché quando tu chiudi gli occhi, cara Buonanotte, spariscono le stelle e la Luna. Luci nella coltre bruna.

Ci sono tante stelle che dormono stanotte. Forse sognano di noi.

Lo sai, non ci sono costellazioni né Carri nel cielo stanotte. Forse dormono anche loro con il mare. Non ci resta che andare…

Aspetta, non me lo dire: Orione e le altre sono tipiche invernali! Anche quest’anno Orione arriva da un altro emisfero. È tornata dopo il suo giro. Accendo un sigaro che non aspiro.

Cara Buonanotte, gli astri sognano di rispecchiare il mare e il cielo sembra capovolto…è per questo che stanotte non ci sono le stelle.

Intanto, il sonno scende come un manto sulla prua, gli occhi mi si chiudono… Noi restiamo qui a sognare perché i corsari vengono dal mare.

I sogni – si sa – vengono dal mare.

Cara Buonanotte, da questa nave corsara, tre luci soltanto intravedo nel buio: la Stella Polare che ci indica la rotta, il bagliore di Venere e un aereo che passa senza lasciare scia, soltanto lampeggia di una luce colorata.

Tutto intorno è mare… E la nave va.

Caro Diario… Nuvole sparse che si addensano e si diradano… Qualche goccia cade e bagna i fogli che abbiamo sotto gli occhi… Forse piove ancora. Forse sono lacrime.

Cara, Buonanotte.

Pier Paolo Segneri