Natale 2018: l’editoriale

La pluralità di voci è una ricchezza

Confermati i tagli all’editoria.

Splash! Bocche cucite. Zitti zitti, buoni buoni, arrivano i primi segnali di cambiamento: troppi galli a cantare. Basta. Mettiamo un po’ d’Ordine. Qui vogliono dire tutti la loro. Tutti che parlano. Non si sopportano più neppure i merli e l’upupa. Anche gli usignoli hanno un po’ stufato. E basta pure coi canarini, i canarini incardellati (sono contro natura) e ogni altro sibilo acuto o qualsivoglia altro flebile canto. Basta. Si cambia. La manovra del governo va nella direzione che piace tanto a coloro che sono infastiditi dalla pluralità di voci esistente nel nostro Paese. Ma non sto scrivendo un articolo contro, anzi: ho preso carta e penna per scrivere un articolo positivo e propositivo. Un articolo “per”. Per riconoscere il merito di quelle realtà giornalistiche che rafforzano la pluralità delle voci.

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