A proposito dei Corsari | Editoriale

Si chiamano Corsari anche tutti coloro che pensano sia necessario aprire una discussione pubblica e privata sulle sorti del nostro territorio europeo, italiano e provinciale. Non soltanto in Italia e in Europa, quindi, ma anche nelle realtà locali. I Corsari, ad esempio, sostengono da anni che la provincia di Frosinone, a cui io sono legato da un amore profondo, abbia estrema necessità di un dibattito politico e culturale di alto profilo, profondo, diffuso.

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Editoriale – Ancora su Eta Beta

“Eta Beta” significa ridare fiducia ai sognatori, alla politica, alla cultura politica, all’azione della Generazione dei perduti, ovvero di una generAzione di Corsari.

Più i Corsari guardano e osservano la situazione partitica italiana e più si conferma ai nostri occhi come una realtà politica vecchia, stantia, vetusta, stanca, bolsa, disgregata, partitocratica. Con un assetto parlamentare articolato in un disequilibrio di debolezze, a destra come a sinistra, al centro come nel movimentismo grillino.

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Eta Beta come metafora di una più moderna e agile forma-partito

La descrizione di Eta Beta può anche essere la metafora per disegnare una più moderna e agile forma-partito

Bisogna ripartire dal significato delle parole, dal linguaggio, dal senso delle cose che si fanno e si pensano e si dicono. Insomma, è arrivato il momento di riformare la politica, i partiti, le istituzioni. Ma non possono farlo coloro che sono i responsabili partitocratici di un tale fallimento. A destra come a sinistra, al centro come altrove.

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Il Partito “Eta Beta”

L’assetto politico italiano è in trasformazione. Ecco, allora, che potrebbe acquistare forza il “progetto Eta Beta”, cioè quel progetto politico riformatore per un altro modello di partito per il futuro. Con una nuova e diversa forma-partito. Per un Nuovo Umanesimo liberale. Noi Corsari lo abbiamo ripetuto e proposto più volte. Anche su questo Blog.

L’assetto politico italiano è in trasformazione

Ecco, allora, che potrebbe acquistare forza il “progetto Eta Beta“, cioè quel progetto politico riformatore per un altro modello di partito per il futuro. Con una nuova e diversa forma-partito. Per un Nuovo Umanesimo liberale.
Noi Corsari lo abbiamo ripetuto e proposto più volte. Anche su questo Blog.

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Mi candido a Sindaco di Frosinone

Perché vorrei candidarmi a Sindaco di Frosinone? E perché cominciare a dirlo già da ora e perché muoversi così presto?

Semplice: perché la politica che amo praticare è quella che agisce in modo trasparente, in maniera visibile, a viso aperto, senza infingimenti, in contatto quotidiano con le persone. Perché la Città che vorrei dovrebbe essere come la politica che pratico. Perché sono una persona onesta e non gioco secondo le logiche opache del Potere fine a se stesso. Faccio un altro gioco, anzi: un gioco “altro”

Perché sogno Frosinone come una comunità corsara, coraggiosa, libera, visibile, solidale. Senza ipocrisie.

Perché ogni sogno contiene in sé un po’ di utopia. E l’utopia è il sale di ogni sogno.

Vorrei candidarmi a Sindaco della mia e nostra Frosinone perché penso di poter dare un contributo di qualità per far emergere tutto il meglio delle risorse umane, civili e civiche dei frusinati.

Perché la politica è quella attività del cuore e della testa che ci permette di ascoltare gli altri e di rivolgerci alle persone per poter dire o scrivere come la pensiamo, come stanno davvero le cose, senza operare di nascosto, senza mai essere subdoli e per poter dire le cose fuori dai denti, senza inganno. Con rispetto per gli altri e con amore, sempre e per tutti, anche per l’avversario politico.

Mi candido fin da oggi a Sindaco di Frosinone perché, per me, anche se può apparire prematuro per alcuni, è necessario tutto il tempo che ancora manca alle prossime elezioni comunali per poter costruire un sostegno adeguato e un consenso significativo intorno ad una prospettiva di così grande rilievo, responsabilità ed importanza.

Perché, al momento, non ho un partito politico alle spalle e, quindi, ho necessità di una rete di sostenitori e di Corsari.

essere corsari

Mi sono “scoperto” in anticipo, come si dice tra i politicanti, perché non ho nulla da nascondere e, inoltre, perché il progetto che ho in mente per il tuo, mio e nostro Capoluogo ha bisogno di aria, di spazio, di pazienza, di semina, di tempo e di gradualità per prendere la forma che vorrei e che soltanto con il contributo fattivo e operativo di una squadra forte, bella, preparata e coesa può, giorno dopo giorno, comporsi e realizzarsi davvero.

Grazie, intanto, a tutti coloro che, nei giorni passati, hanno espresso il loro pieno entusiasmo o il loro sostegno per dare forza alla candidatura di un semplice cittadino frusinate che, in 25 anni di militanza politica, non è mai stato divisivo e, anzi, ha sempre unito. E, comunque, con umiltà e con competenza, sono felice di poter dire che il sottoscritto ha sempre unito e dialogato con tutti. Inoltre, con mia grande soddisfazione, posso scrivere di non aver mai, ripeto “mai”, creato indifferenza o astio o rabbia, ma sono sempre riuscito ad unire i cittadini e la classe dirigente frusinate nel dialogo e nel formulare domande comuni, anche quando hanno prodotto risposte diverse.

Ma il segno della politica corsara è proprio la diversità e l’alterità dentro il disegno di un comune destino.

 

Pier Paolo Segneri

 

Parlare al cuore e alla testa

Cara lettrice o lettore, non so chi Tu sia eppure ti riconosco.
Sei anche Tu parte della nostra Nave Corsara e vorrei scriverti ogni giorno affinché non ti sentissi mai sola né isolata.

Cara lettrice o lettore, non so chi Tu sia eppure ti riconosco.
Sei anche Tu parte della nostra Nave Corsara e vorrei scriverti ogni giorno affinché non ti sentissi mai sola né isolata.

L’anima è femminile. E io scrivo all’anima.
Tu sei parte di una comunità di destino. Insieme lo siamo. Immagina che la nostra Terra sia un Veliero e che le intemperie, il mare forza otto, i cicloni siano la metafora degli ostacoli o delle tante difficoltà che ciascuno incontra ogni giorno lungo la navigazione. Immagina che l’Oceano in cui si staglia il nostro Galeone sia inquinato e che le onde solcate mostrino i detriti di un tessuto sociale sfibrato, corroso, smagliato. Immagina che sia tutta una metafora per descrivere un sistema politico putrefatto, logoro, opaco. E’ necessario, allora, aiutarsi gli uni con gli altri e navigare insieme nella stessa direzione, seppur nella nostra diversità, perché se la nave affonda non ci saranno altro che naufraghi.

Ci vuole lealtà, coraggio, amore.
C’è chi dice che non serva parlare col cuore, che la realtà ci impone di apparire e di sembrare invece di essere, i politicanti sono mossi dagli istinti e parlano alla pancia delle persone invece che al cuore e alla testa. Questo sistema di potere è assetato di roba e di poltrone, è un assetto di guerra che disprezza la cultura e la bellezza preferendo l’ipocrisia o l’avidità, l’arroganza o la cupidigia, l’ignoranza o la sopraffazione, a seconda del luogo e dei momenti. Ecco perché la nostra bandiera si chiama Libertà. E non ci stancheremo mai di migliorarci, giorno dopo giorno, leggendo, ascoltando, vivendo…
Ti dicono da anni che sei una sognatrice, ma i sognatori sono coloro che ancora credono di poter cambiare la realtà mentre i realisti hanno smesso di crederci e si sono adeguati. Lo so, Tu sei una persona che si adatta, ma non si adegua e questo ti fa onore. Alla fine ha ragione chi dice: è l’amore ciò che conta. Non il possesso, non l’età, non “la roba”.

Amare rende liberi. Parlare e dialogare rende liberi, la cultura rende liberi.

Se chiudi gli occhi, sogna un mondo migliore, se apri gli occhi guarda e osserva tutta la Bellezza dell’Europa e cerca di esserne all’altezza. Cerchiamo di lasciare la nostra Terra in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata. Cambiamo logiche e mutiamo questa mentalità distruttiva, corrosiva, inadeguata ai tempi.
La politica è altro.

Pier Paolo Segneri

 

Voltiamo pagina davvero. Basta chiacchiere.

La fotografia che emerge oggi è quella di un Paese, l’Italia, che ha perduto il senso di un destino comune, di una comunità di destino. Ciascuno per sé.

I Corsari sono persone ottimiste, sognatrici, coraggiose, ma nel Palazzo c’è chi gioca in modo sporco, opaco, subdolo, astioso, rancoroso, rabbioso.

Non c’è niente da fare: la furbizia è stupida.
E la bramosia di Potere rende ciechi.

Se non si darà subito spazio alle voci davvero responsabili, lungimiranti, sagge, in TV e sui grandi giornali, allora questa eterna campagna elettorale condurrà l’Italia nel baratro. Ne pagheremo le conseguenze tutti. E mi riferisco ai cittadini. Ma verranno fagocitate anche le idee di libertà, di uguaglianza e di futuro. Gli stessi partiti vincenti resteranno schiacciati.

Perché deve accadere questo?

Semplice: perché siamo circondati da un’oligarchia dedita alla furbizia, quindi alla stupidità, cioè un’oligarchia becera e mediocre, senza intelligenza e senza astuzia, senza cuore e senza visione politica. Si tratta di un Potere egemone che vive di logiche proprie, fuori dalla realtà, criminali, narcisiste, violente.

La fotografia che emerge oggi è quella di un Paese, l’Italia, che ha perduto il senso di un destino comune, di una comunità di destino. Ciascuno per sé.

La frattura è politica, ma soprattutto sociale, economica, civile. E le varie forze partitocratiche, a cominciare dal M5S, sembrano chiuse nei propri egoismi, nelle proprie rivendicazioni, nei distinguo e nei veti reciproci.

Lo stallo è drammatico.

Sembra che l’unica urgenza sia, per il sistema dominato ormai dai pentastellati, quello di sopravvivere al tracollo del Vecchio Regime occupando il Potere invece che governare. È in via di distruzione anche il nostro tessuto sociale. La sfiducia dilaga. La disaffezione per la politica cresce in modo esponenziale e inarrestabile. Siamo come nel 1945, ma le macerie di oggi sono immateriali, antropologiche, culturali. Oltre che istituzionali ed economiche.
In questi giorni, sul web, è circolata la mia proposta politica per uscire da questo stallo politico che, ormai, si è trasformato in un guano, soprattutto a causa dei veti incrociati dell’attuale partitocrazia, trasversale e interna la Palazzo. Ed è una palude da Vecchio Regime che rasenta, purtroppo, il confine del ridicolo.

Andare ad elezioni subito appare davvero come una proposta irresponsabile, cinica, da scommettitori, che sancisce, non il fallimento, ma l’incapacità dei partiti politici, l’inadeguatezza delle forze in campo, il dilettantismo famelico e la mediocrità dei movimenti. Meglio che facciano tutti un bel respiro, profondo e ossigenante.

Serve, infatti, un “Governo di tregua“, un Esecutivo politico con dentro tutti e tre i poli del Sistema: M5S compreso. Quindi, NON un Governo tecnico né balneare e neppure dei professori, MA POLITICO.
Al contempo, perciò, sarà necessario far eleggere ai cittadini italiani un’Assemblea costituente che potrebbe e dovrebbe occuparsi delle riforme istituzionali, elettorali e costituzionali senza il peso delle tante urgenze del nostro Belpaese. Parliamoci chiaramente: veniamo da dieci anni di grave crisi politica ed economica. L’Italia è spaccata in due. E lo si è visto anche sulla cartina geografica della nostra Penisola, in cui si raffigurava l’esito del voto alle elezioni politiche. I rottamotori, i distruttori e le ruspe ci consegnano ovunque le macerie di una democrazia lacerata, negata, crollata. Non da oggi, ma da almeno dieci anni di livori, accordi sottobanco, selezione al rovescio della classe dirigente, oblio, ignoranza, assenza di memoria, distruzione del futuro, movimentismo senza libertà, vaffa day senza cultura, affarismo, mediocrità.


La Politica, ormai, è ridotta ad un piccolo lumicino e il Potere domina incontrastato nel Palazzo e nella mentalità egemone.


A mio avviso, andare al voto, oggi o in autunno, significa compiere un grave atto di superbia, d’irresponsabilità, di stupidità, di disprezzo per il voto già espresso dagli elettori il 4 marzo, cioè come un bisogno di sete e fame, ma di Potere fine a se stesso. Si può, invece, voltare pagina, mutare mentalità, cominciare a costruire insieme: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, PD, M5S, Liberi e Uguali. E tutte le nuove o antiche culture politiche: liberali, radicali, socialiste, riformatrici, laiche, cattoliche, repubblicane, federaliste europee, ecc.
Insomma, come accadde nel 1945/1946, serve una tregua a scadenza e tale scadenza corrisponde al termine dei lavori di un’Assemblea costituente da eleggere a Giugno mentre il nuovo Governo, con tutti dentro, dovrà al più presto occuparsi dei problemi sociali, economici, civili del nostro Paese.
Del resto, se ci pensiamo bene, al termine del secondo conflitto bellico mondiale vi erano in Italia tre poli politici, come oggi.
All’epoca, cioè nel 1946, vi era il polo delle forze pre-fasciste (liberali, socialisti e, aggiungerei anche, il Partito d’Azione), vi era il polo rappresentato dai Cattolici (con la Dc) e, infine, vi era un terzo polo identificabile con i Comunisti. Ebbene, tutti e tre questi poli si misero insieme per risollevare il Belpaese dalle macerie. Perché misero da parte gli interessi di bottega e agirono per l’interesse generale del popolo piegato da venti anni di dittatura e dalla guerra. Inoltre, l’Italia di allora, era una nazione spaccata in due: da una parte il Meridione, dall’altra il centro nord. Come oggi.


Gli elettori hanno chiesto di voltare pagina. Basta chiacchiere. È necessario dare una risposta seria, convincente, precisa alla domanda degli elettori.

Come fecero De Gasperi, Togliatti e Nenni subito dopo la guerra. In maniera tale che l’Assemblea costituente possa lavorare in modo serio, con giuristi, costituzionalisti, con persone di alto profilo umano e di riconosciuto spessore culturale, oltre che politico.

Pier Paolo Segneri